Nella mattinata di lunedì 30 marzo 2026 si è svolto lo sciopero e il corteo di protesta, organizzato dai sindacati Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Rsu, dei lavoratori della Peg Perego di San Donà di Piave. Lo stato di crisi dell’azienda coinvolte lo stabilimento veneziano: i vertici hanno comunicato l’esubero di 45 dipendenti su 57, con il trasferimento delle linee produttive ad Arcore (Monza Brianza).
“Situazione delicata, anche perché ci hanno confermato cinque mesi di ammortizzatori sociali, ma dopodiché abbiamo il baratro”.
“E’ da 37 anni che lavoro in questa azienda e posso dire che sia una famiglia. Noi speravamo di rimanere in piedi, almeno fino al 2028”.
Hanno dichiarato alla Tgr Veneto due lavoratori che hanno partecipato il presidio di protesta.

Peg Perego San Donà di Piave: sciopero dei lavoratori
Nei giorni scorsi è stato discusso e rinnovato il contratto di solidarietà, che partirà dal 1° aprile e si concluderà il 22 settembre 2026. Ci sono dunque ancora cinque mesi a disposizione e ventidue giorni di ammortizzatori sociali.

“Situazione complicata, in un territorio che già soffre di per sé di una crisi importante. E’ chiaro che noi siamo molto delusi da questa proprietà che fino a poco più di un mese fa ci aveva confermato che lo stabilimento di San Donà di Piave non veniva intaccato dalla crisi” ha riferito Loris Gaiotto, segretario della Fiom Cgil di Venezia.
Il 9 aprile a Roma verrà presentato il piano di reindustrializzazione.