Il consueto bollettino

Covid, Zaia: “Si scrive area gialla ma si legge zona rossa” | +3570 positivi | Dati 21 novembre 2020

La curva è lievemente in calo, ma non a Venezia, Verona e Vicenza.

Covid, Zaia: “Si scrive area gialla ma si legge zona rossa” | +3570 positivi | Dati 21 novembre 2020
Venezia, 21 Novembre 2020 ore 13:17

Il Governatore Luca Zaia è preoccupato: “Il colore giallo è troppo ottimistico, preferisco pensare di essere in zona grigia, che è la peggiore perché non si sa dove si può andare a finire. La zona rossa è dietro l’angolo”.

Covid, Zaia

Continuano ad aumentare, in linea con il trend dei giorni scorsi, i positivi in tutto il Veneto. Sono 3570 i positivi in più rispetto al giorno precedente, 5 le terapie intensive impegnate – che portano il totale a quota 300. Sono invece circa 500 i cittadini posti in isolamento, 291 invece i nuovi ricoverati negli ospedali in 24 ore. 67 i decessi registrati.

“Noi area gialla, ma io sono molto preoccupato – ha dichiarato il Governatore Luca Zaia – Si scrive giallo ma si deve vedere rosso. Non siamo usciti da questo casino. Sicuramente il lavoro eccezionale dei nostri operatori ci permette di essere in zona gialla. Noi da un mese siamo qui solitari a difendere il presidio dagli attacchi del virus. Livello di organizzazione portato in questa tragedia, una visione simile a un processo industriale. Se da un lato c’è il mondo scientifico dall’altro l’organizzazione metodica e puntuale”.

La riflessione di Zaia ha puntato poi sull’aspetto degli assembramenti, delle abitudini sociali e dei piccoli sacrifici chiesti a tutti i cittadini veneti.

“Ma noi non possiamo abbassare la guardia. Fine settimana evitiamo di fare casino. L’ordinanza non si discute, non chiede sacrifici immani al cittadino. Evitiamo di fare assembramenti. Non siamo a posto, dietro l’angolo c’è la zona rossa. Oggi la responsabilità è in capo a noi cittadini. Invito tutti a metterci l’impegno dovuto. Evitiamo di stare nei centri storici. Evitiamo di andare al mare, in montagna, al lago, dove si creano assembramenti. Io non avrei mai pensato di dare indicazioni di questo tipo”.

Lo dobbiamo per un senso di comunità. Lo dobbiamo per rispetto a chi è negli ospedali e sta soffrendo. Lo dobbiamo a tutti gli operatori sanitari. Non ce la stiamo passando bene negli ospedali. L’ordinanza verrà confermata anche se magari ci saranno degli aggiornamenti, in tema di prestiti di libri in biblioteca. Ma la battaglia non è assolutamente finita”.

Terapie intensive

Sul numeto di terapie intensive la regione riesce a tenere, ma secondo quanto spiegato in conferneza stampa sono 1000 i posti letto che possono essere attivate. Immediatamente in caso di estrema esigenza.

“Mille persone in terapia intensiva – ha spiegato – Significa un numero incredibile nei reparti. Con il trend di oggi significherebbe 8000 pazienti. Ma noi ci saremmo anche su questo fronte. In Veneto c’è un lieve segnale di calo della curva. Ma per stabilizzare si deve consolidare. Ma a Verona, Vicenza, Venezia la curva non cala. Trend crescente. Alla luce di questo, se non ci mettiamo pancia a terra il virus torna a crescere. Inutile pensare al Natale: ingrasseremo perché ce lo mangeremo da soli. Io vorrei pranzi di famiglia, e per fare questo dobbiamo rispettare le regole in queste settimane. Regole base”.

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