Cresce la preoccupazione

Covid Center, Zaia: “Siamo pronti” | +3000 positivi in Veneto | Dati 30 ottobre 2020

Il Governatore ha ribadito l'appello di indossare correttamente la mascherina per limitare i contagi.

Covid Center, Zaia: “Siamo pronti” | +3000 positivi in Veneto | Dati 30 ottobre 2020
Venezia, 30 Ottobre 2020 ore 14:35

Nuovo aggiornamento dalla protezione civile veneta di Marghera.

Il bollettino

Il Governatore Luca Zaia ha parlato dell’evolversi della pandemia, iniziando con il bollettino che vede 2.310.397 tamponi, i positivi 54.256 dall’inizio della pandemia mentre i positivi di oggi sono 26.547 (+3012), in isolamento 17.597, i ricoverati sono 877, terapie intensive 122 (+20) mentre i decessi totali sono. Il presidente della Regione Veneto ha spiegato:

Dei positivi a domicilio il 98% è asintomatico. C’è un andamento particolare che vede una crescita esponenziale dei positivi che è giustificata non solo dall’infezione, che è presente, ma per il numero di tamponi effettuato. Ricordo che il negazionismo non ci aiuta a curare e risolvere il problema. L’alta quota di positivi che intercettiamo nella fase testing è importante e che vede 30mila tamponi al giorno, al 21 marzo facevamo 2170 tamponi e avevamo 412 positivi. A me interessano i sintomatici”.

Verso la terza fase

Il Governatore ha puntualizzato che, in base ai dati, a breve saremo nella terza fase. Zaia ha spiegato:

Andiamo verso la terza fase. Vi ricordo che scatta con 150 persone in terapia intensiva o con 900 ricoverati. Se carichiamo 20 persone al giorno tra domani massimo dopodomani siamo in terza fase, stasera saranno sicuramente superati”.

L’andamento della curva

E’ emerso come il modello ha un trend chiaro dove i ricoveri proseguono in maniera accelerata e riprendono con la curva e inclinazione che però è diversa da marzo. Zaia ha spiegato:

“La curva esponenziale ha un incremento simile a marzo, le terapie intensive crescono, non sono ancora una curva impressionante o importante. Se guardiamo l’infezione il 21 febbraio e il 13 marzo avevamo 11 persone in terapia intensiva, il 29 marzo ne avevamo 356. Se vediamo inizio infezione 21 febbraio e 29 marzo, era stata raggiunta la punta massima in un mese e 6 giorni. Oggi se diamo per inizio il 21 ottobre in un mese abbiamo avuto 122 terapie intensive, dato molto inferiore rispetto all’altra volta. Non sto dicendo che sta andando bene, siamo più che preoccuparti, se non si ferma dobbiamo capire quando la curva andrà a scendere, non c’è nulla da gioire”

Pronti i Covid Center

Il presidente della Regione Veneto ha parlato inoltre dei Covid Center spiegando che si sta procedendo ad attivali. Nello specifico sono: Belluno, Vittorio Veneto, Dolo, Villa Salus (Mestre), Jesolo, Trecenta, Schiavonia, Santorso, Villafranca e una parte di Borgo Roma. Zaia ha spiegato:

“Si sta procedendo nell’attivazione, io capisco l’ansia degli amministratori e dei cittadini, non abbiamo alternative. Magari potessimo distribuire i pazienti in maniera indiscriminata negli ospedali. Dobbiamo avere gli ospedali ‘puliti’ sennò non riusciamo più a fare trapianti ecc. Abbiamo pronti 10 Covid Center, li stiamo attrezzando per fare in modo che ci siano i punti di riferimento provinciali per il Coronavirus. Per ora abbiamo mille terapie intensive fisiche, con i respiratori installati. In modo graduale questi ospedali diventeranno solo dedicati al Covid però i punti nascita resteranno aperti fino all’impossibile, per le altre prestazioni invece ci saranno delle riduzioni e alcune saranno dirottate in altri ospedali”.

L’appello del Governatore

Zaia ha ribadito il suo appello:

Dai cittadini chiedo un unico aiuto e cioè indossare la mascherina. La mascherina va indossata correttamente, se teniamo il naso fuori l’appuntamento è in ospedale. Il negazionismo non porta a nulla, non proponiamo trattamenti invasivi o vaccinazioni, stiamo semplicemente chiedendo di far appello al senso civico e di usare la mascherina. Ognuno farà le sue valutazioni, non mi interessa com’è arrivato il virus, l’importante è che noi dobbiamo uscirne da questa roba che ci penalizza dal punto di vista ospedaliero e sociale”.

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