Parchi divertimento

Covid 19, a Jesolo parchi divertimenti al collasso VIDEO

Senza sicurezze, non ha senso ripartire: c'è già chi sta pensando di fermarsi per il 2020 per non correre rischi...

Jesolo e Lignano, 13 Maggio 2020 ore 14:07


Se si parla di turismo per le famiglie, non si può non fare riferimento anche ai parchi divertimento che da sempre rappresentano una delle attrattive maggiori per chi visita Jesolo.

Il caso Caribe Bay

Nel servizio, si parla di Caribe Bay, parco tematico di circa 80mila metri quadri, che doveva ultimare l’area bambini proprio in questi mesi. Vasche vuote, strutture chiuse e tanta desolazione in quello che è già noto come uno dei sette parchi divertimento più belli al mondo. La riapertura era fissata per maggio ma, come per tutte le altre strutture ricettive del litorale, anche questa rischia di perdere la stagione.

I rischi

Posticipare la riapertura vuol dire non arrivare in tempo per tutte le attività necessarie per accogliere al meglio i visitatori. Organizzare gli spettacoli, riaprire i punti bar e ristorazione e sanificare l’area: sono solo alcune delle operazioni da portare a termine prima della riapertura ma che richiedono ben due mesi di lavoro.

Il business dei parchi divertimento

Si tratta di un caso particolare che ben permette di focalizzare la situazione dei lavoratori del settore del turismo e dell’intrattenimento: i parchi tematici fatturano in Italia oltre un miliardo l’anno e mettono in moto oltre 80mila lavoratori. Un business da capogiro ma compromesso da una riapertura lenta, non ancora ben definita e che rischia di essere rimandata per l’ennesima volta.

Le conclusioni

Senza garanzie, le spese per l’ordinaria amministrazione diventano insostenibili. Basti pensare che i costi fissi di un parco come Caribe Bay ammontano a circa 65mila euro al giorno: le spese maggiori, dovute ai trattamenti sanitari necessari e la riduzione degli ingressi per rispettare le distanze di sicurezza mettono a serio rischio l’attività.

Luciano Pareschi, titolare e imprenditore, sottolinea come: 

“Non c’è nessun aiuto di nessun tipo, né a livello bancario né di nessun tipo. Io non vado a compromettere il futuro dell’azienda, piuttosto mi fermo nel 2020 per aprire dopo.

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