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Una storia drammatica

Costi insostenibili, una raccolta fondi per continuare a curare la giovane Alessia

La ragazza avrebbe dovuto festeggiare il suo compleanno.

Costi insostenibili, una raccolta fondi per continuare a curare la giovane Alessia
Cronaca Venezia, 04 Marzo 2021 ore 18:00

Il suo sorriso era quello di una ragazza nel pieno della sua vita, con la voglia di godere di ogni istante. Ma l’esistenza le ha riservato un destino durissimo da affrontare.

Costi insostenibili, la raccolta fondi per assistere Alessia

Una storia drammatica quella che vede come protagonista la giovane Alessia. Una vicenda che deve anche far riflettere, in un periodo complesso come quello che stiamo vivendo tutti a causa della pandemia. Perché in certi casi i problemi di ogni giorno, che consideriamo insormontabili, spariscono di fronte ai drammi che colpiscono altre persone.

Alessia è una ragazza. Come tante altre. Una giovane donna che in un certo punto della sua vita ha incontrato un destino durissimo da affrontare: è stata colpita da un’emorragia cerebrale. E da quel momento la sua vita e quella dei suoi famigliari è cambiata. Ora, però, finito il percorso riabilitativo, si apre un’altra stagione per lei e per i famigliari. Forse ancora più dura.

Ed è per questo motivo che i parenti si sono affidati al buon cuore di tutti per chiedere una mano, un sostegno economico. Perché i costi delle cure non sarebbero sostenibili, forse, quasi da nessuna famiglia “normale”. Condividiamo l’appello dei famigliari e pubblicato sul sito web GoFundMe. Ad oggi, sui 100mila euro chiesti, le donazioni hanno raccolto quasi 65mila euro.

Ecco l’appello dei famigliari

“Martedì 21 gennaio 2020 una fredda giornata di sole a Venezia. Mentre Amici e Parenti inondavano la pagina FB di “Tanti Augurii Buon 21 ° compleanno Alessia”.

Lei la nostra Bionda si sveglia con un fortissimo mal di testa, perde i sensi, riprende conoscenza per pochi istanti giusto il tempo per sussurrare “Mamma sto tanto male” poi la corsa in ospedale, operazione d’urgenza, le ore infinite in attesa, ore in cui ignoravamo che stavamo attendendo di ascoltare la nostra condanna senza appello: Emorragia celebrale.

I successivi 36 giorni in terapia intensiva sembrava di stare sulle montagne russe con momenti di speranza alternati a ore di angoscia e paura ..la paura di perdere la nostra Principessa. Ma Lei lottava e in noi cresceva la speranza che avrebbe vinto la battaglia più difficile, per Amore avrebbe combattuto e afferrato quel filo rosso che la legava a lui!

Purtroppo la realtà è stata diversa Alessia da quel coma indotto non si è più risvegliata e grava su di Lei uno stato di coma vegetativo di minima coscienza. Minima coscienza: capisce ciò che la circonda? non possiamo rispondere a questa domanda ma di una cosa siamo consapevoli che la nostra Ale seduta su quella sedia ti guarda fisso negli occhi mentre le parli e quegli occhi ti entrano nell’anima.

Nonostante viva in un mondo tutto suo, un mondo in cui noi non abbiamo modo di accedere, a volte lei si “aggancia” per pochi secondi al nostro ed è breve meraviglioso e intenso.

Alessia ha lottato e lotta contro questa vita beffarda che le ha voltato le spalle strappandole tutti i sogni di giovane ragazza: bellissima, solare, dolce, riservata e studentessa modello!

Oggi è scaduto il termine del suo percorso riabilitativo xcui l’alternativa resta un ricovero in una struttura a lunga degenza a carico della famiglia per tutto il periodo di permanenza riportare a casa nella sua stanza dove ha trascorso la sua spensieratezza dove ha sognato, pianto , riso ma sempre circondato da amore.

Perché la nostra Ale ha diritto di vivere o meglio “merita di vivere”! una vita dignitosa di ragazza della sua età seppur diversa dalle aspettative ma sempre circondata dall’affetto di parenti e amici che mai l’abbandoneranno.

Per portare a casa Alessia occorre supporto medico, psicologico, fisioterapia, attrezzature, visite presso centri di riabilitazione e assistenza giorno e notte ..un costo troppo pesante da sostenere per la famiglia per un periodo troppo lungo.

Nessuna somma di denaro restituirà Alessia alla sua Famiglia ma vi chiediamo di aiutarci a darle la speranza di garantirgli una vita qualitativamente migliore. Anche un piccolo contributo e pochi minuti del tuo tempo possono fare davvero tanto”.

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