Nuovo focolaio

Coronavirus, Zaia: “Serve fermo per legge”. Ma polizia locale di Jesolo afferma: “Nessuna emergenza sanitaria”

"No al terrorismo psicologico" ma bisogna monitorare con attenzione...

Coronavirus, Zaia: “Serve fermo per legge”. Ma polizia locale di Jesolo afferma: “Nessuna emergenza sanitaria”
Jesolo e Lignano, 17 Luglio 2020 ore 10:44

Si discute in queste ore dell’emergenza sanitaria scoppiata a Jesolo: ben 43 persone positive al Covid-19, 42 dei quali sarebbero dei migranti di nazionalità africana ospiti della Croce Rossa locale (l’altro sarebbe un operatore della struttura).

Le dichiarazioni dell’Ulss

“Il tutto è nato dalla necessità di sottoporre un immigrato ospite della struttura ad un intervento chirurgico ortopedico a San Donà di Piave”, ha spiegato il direttore generale dell’Ulss4, Carlo Bramezza. Ad ora, la situazione è sotto controllo e si continua a monitorare il tutto, in modo da evitare che gli ospiti che rimarranno in struttura possano contagiare altri pazienti. Continua lo stesso Bramezza:

Si stanno portando via da Jesolo queste persone che verranno spostate in altre località protette dove verranno seguite. Altre 85 persone rimarranno in sorveglianza nella struttura e tra 7 giorni verrà fatto un altro tampone al quale ne seguirà ancora un altro la settimana seguente, per accertarsi che non ci siano positività. Il problema è che si tratta di soggetti asintomatici.

L’intervento del presidente Zaia

Ed è proprio la questione asintomatici a preoccupare il Presidente Luca Zaia che ha recentemente dichiarato:

Sta succedendo quello che si sperava non accadesse, ma che avevamo a più riprese paventato potesse essere un grave pericolo: cittadini stranieri rappresentano il focolaio più grande registrato in Veneto dalla fine del lock down, con decine di positivi e numeri che possono ancora crescere. In questa situazione già preoccupante, si verificano poi vere e proprie gravissime illegalità, con positivi asintomatici che si rendono irreperibili ai controlli. Vanno assolutamente fermati. Mi chiedo come mai non si provveda immediatamente al controllo e, se necessario, al fermo alla frontiera di queste persone, utilizzando le leggi vigenti o, qualora indispensabile, approvando con assoluta urgenza norme specifiche. Esiste un Piano di Sanità Pubblica che va fatto rispettare ad ogni costo”.

Le ultime da Jesolo

E’ di oggi, 17 luglio 2020, la dichiarazione del dirigente del settore polizia locale, appalti ed edilizia privata di Jesolo, Claudio Vanin, che comunica sulla sua pagina Facebook:

“Vorrei specificare, visto che sono parte attiva di questo processo, che appena scoperto il positivo 1 all’interno della CRI la ASL e la CRI si sono attivati immediatamente per circoscrivere tutte le persone che sono entrate in contatto con questa persona. Il Sindaco ha immediatamente emanato un provvedimento contingibile ed urgente per emergenza sanitaria che obbliga la direzione della CRI ad adottare tutti gli strumenti necessari perché tutte le persone all’interno della struttura della CRI siano poste in isolamento fiduciario per due settimane, come prevede il protocollo sanitario. Tutte le forze dell’ordine stanno facendo una stretta vigilanza affinché l’ordinanza sia rispettata.
Tutte le persone risultate positive al tampone sono state portate in altro luogo sicuro.
Voglio rassicurare tutti che il focolaio è stato circoscritto solo alla struttura della CRI e che si esclude nella maniera più assoluta una emergenza sanitaria locale. Se fosse così le autorità preposte sarebbero già intervenute.
Pertanto tranquillità e non fate inutile terrorismo psicologico che fa solo male alla nostra bellissima Città.”

 

 

 

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