Ieri a monastier

Controlli sanitari post Covid, Apindustria Venezia e Confapi Treviso stipulano una convenzione con il “Giovanni XXIII” – VIDEO

Per 14mila persone tra lavoratori e propri familiari. I sanitari della struttura anche a “domicilio” nelle aziende per fare test e tamponi.

Venezia, 14 Luglio 2020 ore 11:04

Le Associazioni delle PMI della Città Metropolitana di Venezia e della Provincia di Treviso mettono a disposizione dei propri associati dei servizi sanitari a tariffa convenzionata presso “Giovanni XXIII” di Monastier di Treviso.

Ieri la firma della convenzione

Si è svolto ieri, lunedì 13 Luglio 2020, presso la sede di Monastier di Treviso, l’atto della firma di una Convenzione tra Apindustria Venezia e Confapi Treviso con il Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di Monastier (TV), alla presenza dei rispettivi Presidenti Marco ZecchinelFederica Polloni e dell’Amministrazione Delegato del Giovanni XXIII Gabriele Geretto, del Presidente di Sogedin Massimo Calvani e del Vice Presidente Sogedin Fabrizio Calvani. E’ un accordo volto a favorire l’accesso, per oltre 14.000 persone tra lavoratori delle 500 aziende associate e i propri familiari, ad alcuni importanti servizi sanitari quello raggiunto tra le Associazioni delle Piccole e Medie Imprese della Città Metropolitana di Venezia e della Provincia di Treviso con il Covid Free Hospital “Giovanni XXIII”, per mezzo della stipula della convenzione che riguarda specifiche prestazioni quali: screening Covid-19 con Test sierologico venoso e tampone, Servizio di Medicina del Lavoro, costruzione di piani welfare e un nuovo progetto sulla prevenzione che riguarderà tutti i dipendenti e i loro familiari. Previsto inoltre il convenzionamento con enti bilaterali Confapi coadiuvato da attività divulgativa/informativa alle Aziende.

Controlli sanitari post Covid, Apindustria Venezia e Confapi Treviso stipulano una convenzione con il “Giovanni XXIII” – VIDEO

I test anche direttamente nelle aziende

Partendo dal primo servizio, la necessità di discriminare nell’universo della infezione coronavirus fra soggetti malati, portatori del virus o soggetti che lo hanno avuto, anche in forma asintomatica o paucisintomatica, è oggi di rilevante e fondamentale necessità. I due test di screening che verranno effettuati sono: il prelievo venoso e il tampone faringeo e qualora l’azienda lo richiedesse la struttura di Monastier è in grado di effettuare, attraverso i propri sanitari, i prelievi direttamente nelle aziende consentendo quindi ai lavoratori di evitare viaggi con minor costi e riduzione dei tempi. Il Servizio di Medicina del Lavoro, poi, si propone di tutelare la salute dei lavoratori delle aziende nelle quali è nominato un Professionista, attraverso una serie di attività volte a prevenire le malattie professionali e gli infortuni sul lavoro. Oltre all’esecuzione delle visite mediche preventive e periodiche del personale dipendente, esso si occupa di tutte le alterazioni legate all’attività lavorativa, gli incidenti e i conseguenti infortuni che possono verificarsi sul luogo di lavoro, provvedendo a rilasciare il certificato medico del lavoro o idoneità lavorativa al lavoratore visitato.

Il “progetto prevenzione”

La convenzione prevede pure lo sviluppo di un nuovo “progetto prevenzione”: una serie di incontri dedicati alla salute e alla prevenzione. Esso ha come obiettivo unico e mirato la salvaguardia della salute della persona attraverso la diagnosi precoce delle patologie con strumentazione, quella presente nel Presidio Ospedaliero di Monastier, di ultima generazione e ad alto livello tecnologico; tutto ciò, con la competenza dei professionisti presenti consente di individuare in fase precoce neoplasie che potrebbero mettere a repentaglio la salute della persona. Prevenzione, sensibilizzazione e informazione; questi i temi al centro del progetto di collaborazione e partnership. Circa i nuovi piani di Welfare e tutte le disposizioni approvate, esse dimostrano un’attenzione crescente per il benessere e la qualità della vita dei collaboratori, e a godere dei servizi di welfare sono quindi anche le loro famiglie. Considerato il valore consentito da ciascun dipendente e le prestazioni sanitarie comprese nel WELFARE, la Struttura sottopone, pertanto, una serie di screening utilizzabili dal dipendente e dal familiare. Con gli enti bilaterali della Confederazione nazionale delle Associazioni delle Piccole e Medie Industrie private, infine, si espandono ed integrano i convenzionamenti, grazie all’interazione tra uffici competenti.

I commenti dei protagonisti

Soddisfatti del risultato raggiunto, il Presidente di Apindustria Venezia Marco Zecchinel commenta:

“Da tempo la nostra associazione supporta gli imprenditori in un percorso di diffusione del benessere all’interno dell’azienda e per i dipendenti, coinvolgendo anche le loro famiglie. La nostra esperienza dimostra che le imprese che credono in questa filosofia ne ricavano un concreto beneficio in termini di soddisfazione e miglioramento della performance del lavoratore. “Casa di Cura Giovanni XXIII” è una struttura all’avanguardia, in grado di fornire un’ampia gamma di servizi sanitari e diagnostici; la convenzione che ci pregiamo di firmare oggi è un ulteriore passo nel perfezionamento della proposta di Welfare che poniamo a disposizione della platea dei nostri associati.”

La Presidente di Confapi Treviso, Federica Polloni, sottolinea:

“Ad un anno dal ritorno della nostra associazione nella provincia di Treviso questa convenzione rappresenta un ulteriore ed importante passo che assume una duplice valenza; da un lato la continuazione di un percorso di crescita che mira alla costruzione di sinergie e network tra e con le aziende del territorio di cui la Giovanni ventitreesimo’ rappresenta un’eccellenza e punto di riferimento indiscusso. Dall’altro, la cui importanza accresce alla luce della recente emergenza sanitaria che non possiamo ancora considerare superata, la volontà di affiancarsi ad un partner che permetta di valorizzare ulteriormente l’attività a supporto dei nostri associati sui temi della salute e prevenzione. Dobbiamo aiutare le nostre aziende ad essere pronte e sempre più preparate nell’affrontare situazioni che possono comprometterne la continuità aziendale affiancandole in maniera concreta nella tutela dei loro collaboratori e della loro salute.”

Il dottor Maurizio D’Aquino, Primario di Medicina del Presidio “Giovanni XXIII”, apporta il proprio
contributo alla discussione:

“Le indagini di medicina preventiva consentono di individuare nelle persone sane fattori di rischio soprattutto per la patologia cardiovascolare, e quindi casomai modificabili, e possono essere fatte diagnosi precoci di patologie nascoste anche asintomatiche. Patologie che se individuate in tempo si possono curare efficacemente e questo può quindi salvare la vita al paziente. Nelle persone che hanno avuto il covid-19, che ne avranno poi la testimonianza sierologica – visti gli screening che il Giovanni XXIII, qualora venisse richiesto è in grado di andare ad effettuare direttamente nelle aziende – c’è la possibilità dal punto di vista curativo di andare a migliorare gli eventuali danni a carico del loro organismo, considerando che la maggior parte di esse possono sviluppare un problema di natura respiratoria”.

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