Esplosione a Marghera

La Cisl: “Dal 2019 contestiamo le pessime condizioni in cui lavorano i dipendenti di 3V Sigma”

Il sindacato mette all'angolo i vertici dell'azienda in cui oggi è scoppiato l'incendio che ha scosso Venezia e provincia.

La Cisl: “Dal 2019 contestiamo le pessime condizioni in cui lavorano i dipendenti di 3V Sigma”
Venezia, 15 Maggio 2020 ore 20:40

La prima contestazione era stata mossa il 26 giugno 2019: Femca Cisl Venezia aveva segnalato le pessime condizioni di lavoro dei dipendenti di 3V Sigma Spa ma non era stata ascoltata. E’ lo stesso sindacato a rivelarlo in una lunga nota a poche ore dall’incidente di stamane nell’area produttiva di Porto Marghera costato il ricovero in gravi condizioni di due operai e che ha messo in allarme due province (l’allerta è rientrata solo alle 14) per il rischio di esalazioni potenzialmente nocive liberate nell’aria in seguito allo scoppio di un serbatoio.

L’allarme lanciato dal sindacato

Inadempienze in tema di igiene, salute e sicurezza nello stabilimento di Porto Marghera: questo il terreno di confronto (più volte sfociato nello scontro) da tempo fra azienda e Cisl.

Non possiamo possiamo assolutamente più aspettare che il destino faccia il suo corso! Vogliamo che le istituzioni, gli organi e gli enti competenti agiscano tempestivamente. Un’azienda che investe sul futuro deve investire sulla sicurezza che deve essere il primo punto!”

L’ultimo rilievo risale proprio a pochi giorni fa: era il 13 maggio 2020, ma il sindacato denuncia di non aver ricevuto ancora una volta riscontro.

“Nonostante le denunce alle autorità locali, nulla è servito per evitare il disastro odierno: gran parte degli impianti è stata distrutta e due lavoratori sono gravemente feriti”.

La Cisl: “L’azienda sapeva”

“Ciò che fa più rabbia è che l’azienda era a conoscenza della precarietà dei magazzini in cui erano conservate merci pericolose”.

Per essere in regola, materiali delicati come quelli protagonisti dell’esplosione devono essere conservati in un bacino di contenimento e i lavoratori devono essere in condizioni di lavorare serenamente: secondo il sindacato, invece, i dipendenti erano addirittura costretti ad operare nell’impianto senza illuminazione.

Non sono mancati scioperi che hanno dato frutti solo qualche mese fa, malgrado alcune linee (come la PM4 e la PM5) restino a tutt’oggi prive di un sistema di gestione immediato delle emergenze.

“Le linee anti-incendio erano poi da cambiare e venivano rattoppate ogni mese e vi erano partite intere di schiumogeno anti-ncendio inutilizzabili a causa della mancata manutenzione. Per far ripristinare l’illuminazione e tutto quello sopra citato il sindacato ha dovuto imporre 24 ore di sciopero a luglio scorso”.

Due dipendenti in gravi condizioni

Così si conclude il comunicato stampa Cisl Venezia:

Due persone in queste ore stanno lottando tra la vita e la morte e oggi nessun referente aziendale né alcun procuratore si è fatto vivo presso lo stabilimento mentre le fiamme devastavano l’impianto. Noi invece eravamo là accanto agli operai e ai lavoratori che guardavano allibiti e inermi sgretolarsi davanti ai propri occhi la loro sede di lavoro e piangevano domandandosi cosa ne sarà del loro futuro. Esprimiamo cordoglio e vicinanza alle famiglie dei due lavoratori feriti, promettendo che faremo di tutto per portare verità e giustizia su ciò che si è consumato oggi, ingiustamente, presso la 3V SIGMA.”

LE FOTO E I FILMATI POCO DOPO L’ESPLOSIONE

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