I carabinieri hanno arrestato martedì 6 gennaio 2026 un 40enne residente nel Venezia-Marghera, agente della Polizia locale di Venezia, ritenuto uno dei presunti responsabili dell’omicidio di Sergiu Tarna.
Le dichiarazioni dell’ex Agente
Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, il barista sarebbe stato caricato in macchina con la forza, nella notte tra martedì 30 e mercoledì 31 dicembre 2025, prima che potesse salire sul bus che lo avrebbe portato a casa.
A sequestrarlo sarebbe stato Riccardo Salvagno, ormai ex Agente della Polizia locale di Venezia, con un presunto complice. In particolare, il rapimento sarebbe avvenuto dopo svariate minacce, anche nel giorno di Natale.
Di fatto, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, il motivo è che Sergiu aveva un video dell’ex poliziotto con una donna trans, probabilmente una cubista di un night club.
Salvagno aveva paura che il 25enne potesse diffondere il video, ma ha dichiarato, durante l’interrogatorio di mercoledì 6 gennaio, che voleva solo spaventarlo visto che si rifiutava di cancellare il video. Per questo, lui e un’altra persona avevano pianificato il rapimento, ma per poi pestarlo.
Tuttavia, dopo averlo immobilizzato con una giacca per il viaggio, in mezzo al campo di Mira, Sergiu avrebbe provato a scappare, ma i due complici non glielo hanno permesso, bloccandolo nuovamente. Sarebbe stato proprio durante questa seconda collocazione che sarebbe partito il colpo alla tempia del 25enne, ma secondo Salvagno sarebbe stato solo un incidente.
I dubbi e il suo trasferimento
Attualmente, si sa soltanto che il complice, sempre che ce ne sia solo uno, è in fuga e si ipotizza che sia scappato in Albania. Infatti, secondo un. giudice, potrebbe essere tornato nel suo paese natale dopo che l’aggressore lo aveva accompagnato fino a Gorizia.
La testimonianza dell’ex Agente è ancora tutta da verificare, soprattutto visto che ci sono diversi dubbi. Infatti, ci si domanda come sia stato possibile che un poliziotto non abbia pensato alle telecamere di videosorveglianza e perché non si sia tenuto il cellulare di Sergiu. In particolare, era proprio sul quel dispositivo, su Telegram per essere precisi, che c’erano tutte le minacce e le conversazioni tra i due.
Attualmente, Salvagno è in carcere, ma non è più un detenuto di Santa Maria Maggiore di Venezia visto che si temono possibili ripercussioni. Perciò è stato trasferito in un’altra casa circondariale a noi ignota.