Tramite una nota diffusa alla stampa giovedì 26 febbraio 2026, i Carabinieri del Comando Provinciale di Venezia, costantemente impegnati nel contrasto all’odioso fenomeno delle truffe, nell’ultimo periodo hanno riscontrato un ricorrente modus operandi da parte dei truffatori che, approfittando della sensibilità emotiva e della fragilità soprattutto delle persone anziane, riescono facilmente a carpirne la loro fiducia per poi derubarli.
Targa clonata per una rapina
Nello specifico, alla vittima arriva una telefonata da parte di un finto appartenente all’Arma dei Carabinieri o ad altra Forza di Polizia, per informarla che la sua auto è stata utilizzata per commettere un furto o una rapina, solitamente in una gioielleria, ovvero che la targa del suo veicolo è stata clonata ed apposta su un altro mezzo dei malviventi.
A questo punto, il malfattore avvisa la vittima dell’arrivo di un “collega” nella sua abitazione, il quale dovrà visionare tutti i gioielli in suo possesso al fine di escludere ogni forma di coinvolgimento e dimostrare la sua estraneità ai fatti.
Gioielli rubati
Dopo qualche minuto si presenta effettivamente a casa della vittima il complice dell’interlocutore, il quale si fa consegnare tutti i monili e approfittando di un momento di distrazione del malcapitato – al quale viene artatamente richiesto di andare a prendere i documenti personali – si impossessa dei suoi preziosi, dandosi repentinamente alla fuga.
“Diffidare da queste telefonate”
I Carabinieri di Venezia, in tal senso, lanciano un monito:
“L’Arma dei Carabinieri raccomanda di diffidare sempre delle telefonate con richieste di somme di denaro o di esibire oggetti di valore, al fine di provvedere a fantomatiche verifiche, anche se la chiamata proviene da un’utenza apparentemente riconducibile a quella di una Forza di Polizia, ma appositamente artefatta dai truffatori mediante l’utilizzo di appositi programmi informatici che consentono di falsificare l’identità del chiamante (tecnica dello spoofing).

Chi riceve telefonate con richieste simili dovrà subito interrompere la comunicazione e contattare immediatamente il 112 oppure recarsi presso la più vicina Stazione dei Carabinieri per segnalare quanto accaduto, consentendo ai competenti reparti dell’Arma di avviare tempestivamente un’attività d’indagine”.