Intervento immediato

Allarme terrorismo: espulso Imam di San Donà di Piave e altri due radicalizzati islamici

L'uomo era un seguace di un orientamento religioso islamico improntato al salafismo ortodosso, attestato su posizioni radicali.

Allarme terrorismo: espulso Imam di San Donà di Piave e altri due radicalizzati islamici
Venezia, 04 Agosto 2020 ore 14:26

Sono ben tre i soggetti che sono stati espulsi dalla Polizia di Stato, a seguito di un’operazione coordinata dal Prefetto Lamberto Giannini. Il provvedimento, disposto dal Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha imposto l’allontanamento immediato di un imam e di due fedeli che vivevano a San Donà di Piave. 

L’accusa verso l’imam

Posizioni radicali e vicinanza a dei gruppi estremisti: sono queste le accuse che hanno convinto il prefetto ad espellere l’imam:

«Si è evidenziato – afferma il Viminale – quale seguace di un orientamento religioso islamico improntato al salafismo ortodosso, attestato su posizioni radicali. È risultato in contatto con persone, anche di altri Stati europei, gravitanti in ambienti islamisti e dedite a condotte criminali. Ha apertamente palesato il suo pensiero estremista nel corso di un’orazione tenuta presso la moschea salafita ‘al-Nur’ di Berlino».

Spaccio, estremismo e istigazione all’odio

Diverse le accuse nei confronti degli altri due uomini arrestati. Il primo, rimpatriato dalla frontiera marittima di Genova, è un tunisino condannato per reati relativi al traffico di stupefacenti. Durante il periodo di detenzione, è:

divenuto fervente seguace di un ristretto di nazionalità algerina, espulso nel 2018 per la sua opera di proselitismo in chiave ultra-radicale con esaltazione del jihad e del martirio. Evaso nel 2017 dal regime degli arresti domiciliari a Brescia – si legge nella nota del Viminale – è stato poi rintracciato in Svizzera nell’ottobre del 2019 con false generalità. Riassociato alla casa circondariale di Como, è stato sottoposto ad attento monitoraggio carcerario per le sue esternazioni volte all’istigazione dell’odio razziale ed interreligioso”.

Il secondo, invece, B.O., è stato espulso dal prefetto di Bologna. L’uomo, già pluripregiudicato, è saltato all’occhio degli inquirenti dopo essersi improvvisamente trasferito dalla Germania all’Italia, senza alcun apparente motivo. Con lui, la moglie, italiana, della quale il padre aveva denunciato la scomparsa. L’uomo aveva cercato di convincere la donna a trasferirsi in Siria per unirsi allo Stato Islamico ma non è tutto: il soggetto era legato ad un connazionale residente già condannato per il reato di arruolamento con finalità di terrorismo.

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