Una disputa per il controllo di un alloggio occupato abusivamente è sfociata in un attentato incendiario nella serata di lunedì 16 febbraio 2026 al condominio “Circus” di piazza Vittorino da Feltre, nel quartiere di Chirignago (Mestre, Comune di Venezia).
La rivalità tra un giovane di origini rom e un coetaneo di origini albanesi ha coinvolto i rispettivi nuclei familiari, trasformando lo stabile in un campo di battaglia.
La dinamica dello scontro in piazza Vittorino da Feltre
Le tensioni tra i due residenti senza titolo sono esplose dopo il lancio di una pietra contro l’abitazione del soggetto rom. Quest’ultimo è sceso nel piazzale armato di una mannaia, colpendo le saracinesche dei garage e distruggendo i vetri dell’auto di un parente del rivale.
Al culmine della rabbia, l’aggressore ha imbevuto alcuni stracci di benzina, appiccando il fuoco alla porta dell’appartamento dove si trovava il nucleo albanese con i figli piccoli.
“Scendi che ti faccio a pezzi” è la minaccia udita dai condomini prima che il fumo invadesse l’intero vano scale.
L’intervento dei Vigili del Fuoco ha permesso di trarre in salvo gli inquilini tramite l’utilizzo di scale esterne, poiché il calore aveva già infranto i vetri dell’ingresso rendendo i corridoi impraticabili.
Il bilancio finale conta 21 persone ospedalizzate per intossicazione tra gli ospedali di Mestre, Dolo e Mirano.
Tra i pazienti figurano dieci minori, gestanti e un soggetto disabile.
Sebbene nessuno sia in pericolo di vita, lo shock tra i residenti del blocco resta elevato.
Arresto dell’autore e indagini per incendio doloso
L’autore del rogo, un giovane già fermato pochi giorni prima per il danneggiamento di un motociclo, è stato arrestato in flagranza di reato dai militari intervenuti. Gli inquirenti hanno aperto un fascicolo per incendio doloso.
Attualmente cinque famiglie sono state trasferite in albergo a causa dell’aria irrespirabile all’interno del condominio, mentre resta incerta la posizione dei soggetti coinvolti nella faida, la cui permanenza nello stabile Ater è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.