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Venezia nel mirino della "Mal'Aria": nono giorno di allerta rossa e tra le città più inquinate d'Italia

Un totale di 51 sanzioni a fronte delle misure anti-inquinamento, ma Venezia rimarrà in allerta rossa anche domani. I dati di Legambiente posizionano la città tra le prime per sforamento del limite di PM10 nel 2023

Venezia nel mirino della "Mal'Aria": nono giorno di allerta rossa e tra le città più inquinate d'Italia
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Critica la situazione inquinamento atmosferico a Venezia, che con oggi, giovedì 8 febbraio 2024, giunge al nono giorno di allerta rossa per superamento dei livelli di polveri sottili. Sono state dunque apportate delle misure di contenimento degli inquinanti con posti di blocco e divieti, ma le sanzioni per violazione ammontano a 51. Conferma anche da Legambiente: "Venezia è al sesto posto tra le città più inquinate d'Italia."

Dati alla mano

A conferma della scarsa qualità dell’aria nella Serenissima, oltre che in base ai dati Arpav, è stato pubblicato il report da parte di Legambiante sui livelli di inquinamento del 2023 nei capoluoghi di provincia. In totale 18 città sulle 98 analizzate risultano aver sforato gli attuali limiti normativi di PM10, ovvero 35 giorni all’anno con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo.

Venezia si posiziona al sesto posto di una classifica nera con ben 62 giorni di sforamento, ovvero quasi il doppio rispetto ai limiti consentiti.

Secondo una stima futura di Legambiente, sulla base di questo andamento, nel 2030 il 69% delle città risulterebbe fuorilegge per il PM10, con le situazioni più critiche a Padova, Verona e Vicenza con 32 µg/mc, seguite da Cremona e Venezia (31 µg/mc), e infine da Brescia, Cagliari, Mantova, Rovigo, Torino e Treviso (30 µg/mc).

Misure di contenimento

Tuttavia, nella città lagunare, dall’inizio dell’anno sono state messe in campo 68 pattuglie le quali hanno passato in rassegna 445 veicoli: 38 di questi sono stati sanzionati in quanto veicoli inquinanti e 13 perché colti a transitare nonostante le limitazioni previste per la categoria di loro appartenenza.

La sanzione amministrativa pecuniaria per chi viola tali limitazioni ammonta a 168 euro, ridotta a 117,60 euro se il pagamento viene effettuato entro 5 giorni dalla notifica. Se nel biennio vengono registrati casi di reiterazione, è prevista inoltre la sospensione della patente di guida per un periodo da 15 a 30 giorni.

Tali controlli vanno ad aggiungersi a quelli effettuati nel corso della domenica ecologica del 21 gennaio scorso, salendo così a 832 veicoli verificati ai fini della tutela dell’ambiente nel corso del 2024 dalla Polizia locale di Venezia. L’allerta rimarrà di livello rosso anche per la giornata di domani, venerdì 9 febbraio 2024.

“Da parte dell’Amministrazione viene rivolto a tutta la cittadinanza l’invito alla responsabilità che si traduce nell’ utilizzare il più possibile i mezzi pubblici o la mobilità alternativa all’auto e di rispettare blocco euro 5”, spiega l’assessore all’Ambiente, Massimiliano De Martin.

“Ci sono delle regole e vanno rispettate - sottolinea l’assessore alla Sicurezza, Elisabetta Pesce - In questo caso rispettare le limitazioni significa anche tutelare noi stessi  in quanto l’inquinamento atmosferico è il più grande rischio ambientale per la salute. Ringrazio la Polizia locale per l’attività di controllo finalizzata al contenimento dei fattori inquinanti”.

Le dichiarazioni di Legambiente

“I dati del 2023 ci dicono che il processo di riduzione delle concentrazioni è inesistente o comunque troppo lento” - spiega Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente. “Ad oggi, infatti, ben 35 città dovranno intensificare gli sforzi per ridurre le loro concentrazioni di PM10 entro il 2030, con una percentuale di riduzione compresa tra il 20% e il 37%, mentre per il PM2.5 il numero di città coinvolte sale a 51, con una riduzione necessaria tra il 20% e il 57%. Non migliore la situazione per quanto riguarda l’NO2, dove 24 città dovranno ridurre le emissioni tra il 20% e il 48%. Alla luce degli standard dell'OMS, che suggeriscono valori limite molto più stringenti dei valori di legge attuali e che rappresentano il vero obiettivo per salvaguardare la salute delle persone, la situazione diventa ancora più critica. Bisogna determinare una svolta a livello nazionale e territoriale per ridurre l'impatto sanitario sulla popolazione italiana, il costo ad esso associato, e il danno agli ambienti naturali”.

Legambiente invita la cittadinanza a prevenire singolarmente il livello di rischio con l’utilizzo adeguato delle mascherine per proteggersi dalle particelle sottili di PM2.5 e PM10 e da altri inquinanti. Si consiglia dunque l’uso di mascherine filtranti, purificatori o il ricambio di aria negli spazi chiusi in orari specifici, ovvero nelle ore più calde della giornata.

Sono disponibili informazione utili sui comportamenti da tenere su siti web e app dedicate al monitoraggio dei livelli di inquinamento. Nei giorni critici è consigliata la permanenza in casa mentre per gli spostamenti è preferibile utilizzare i mezzi pubblici riducendo al minimo l'uso dell'auto.

Il valore limite stabilito dal decreto legge 155/2010 per la media giornaliera è di 50 μg/m3 con un massimo di 35 superamenti in un anno. Al di sopra di quel parametro, è sconsigliato uscire: i valori di queste ultime settimane sono stati tra gli 80 e i 130 μg/m3. Per quanto riguarda gli enti locali, invece, prevenire significa incentivare l’uso del trasporto pubblico, implementare ZTL e le zone 30, promuovere l’homeworking, supportare l’installazione di tecnologie a emissioni “quasi zero” per quanto riguarda il riscaldamento, eseguire controlli sugli allevamenti intensivi nelle campagne e la lista prosegue.”

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