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Vallevecchia come la Camargue, Zaia: "Tra un anno raddoppia la mandria di cavalli"

Il progetto per la salvaguardia del cavallo del Delta...

Attualità Venezia, 17 Ottobre 2022 ore 14:53

Grazie alla collaborazione di Veneto Agricoltura l’area diventerà di sicuro un punto di riferimento per la biodiversità, la rinaturalizzazione e la salvaguardia del nostro patrimonio zootecnico.

Vallevecchia come la Camargue, Zaia: "Tra un anno raddoppia la mandria di cavalli"

“In quest’area di cinque ettari nel cuore di Vallevecchia, alle spalle della Brussa di Caorle, studieremo la consanguineità tra i Cavalli del Delta. Di fatto, è la nostra ‘Camargue’ poiché dal punto di vista ambientale e naturalistico rappresenta l’habitat perfetto per custodire il nuovo nucleo di riproduzione.

Ma l’obbiettivo non è solamente quello di veder aumentare il numero di esemplari diretti discendenti del cavallo della Camargue, ma studiarne la genetica, il comportamento e l’accoppiamento. Le nove fattrici e lo stallone verranno monitorati giornalmente con lo scopo di far diventare questo sito un vero e proprio osservatorio in cui valutare, in modo scientifico, il grado di consanguineità tra soggetti della stessa razza”.

Lo ha detto il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, in occasione dell’inaugurazione del nucleo di conservazione dei cavalli del Delta, inserito nelle vecchie aree della gambericoltura di Vallevecchia a Caorle. Il progetto rappresenta un’evoluzione significativa nella salvaguardia della particolare razza equina, una delle quattro riconosciute in Veneto come risorsa genetica locale a limitata diffusione e considerata in pericolo di estinzione.

“E’ un luogo unico, che arricchisce il nostro patrimonio ambientale e naturalistico e merita di essere conosciuto da tutti i veneti, specialmente dalle scolaresche – ha proseguito il Governatore del Veneto -. A differenza degli altri dieci allevamenti regionali, di piccole dimensione e con solo un paio di questi esemplari, questo di Caorle ne ospita dieci e, grazie a questo progetto, nel giro di un anno o al massimo due, il numero della mandria raddoppierà. Grazie alla collaborazione di Veneto Agricoltura l’area diventerà di sicuro un punto di riferimento per la biodiversità, la rinaturalizzazione e la salvaguardia del nostro patrimonio zootecnico”.

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