La protesta

Sciopero femminista 9 marzo: presidio Cgil a Mestre contro precarietà e divario salariale

Lavoratrici e lavoratori di commercio, turismo e scuola in piazza per denunciare lavoro povero, part-time involontario e disuguaglianze di genere

Sciopero femminista 9 marzo: presidio Cgil a Mestre contro precarietà e divario salariale

Nella mattinata di lunedì 9 marzo 2026, a Mestre, si è svolto il presidio regionale organizzato da Filcams Cgil Veneto e Flc Cgil Veneto in occasione dello sciopero femminista del 9 marzo.

La manifestazione si è tenuta in Piazza Ventidue Marzo e ha visto la partecipazione di una delegazione di lavoratrici e lavoratori provenienti da tutte le province del Veneto, impiegati nei settori del terziario, turismo, servizi, scuola e università.

Lavoro povero e divario

Secondo i dati presentati dal sindacato, nei settori del commercio, servizi e turismo in Veneto lavorano circa 600mila persone, di cui il 58% donne.

Il segretario generale di Filcams Cgil Veneto, Michele Carpinetti, ha spiegato:

“Lo sciopero femminista dei nostri settori è motivato dalle reali condizioni salariali e di lavoro delle donne, in un mercato del lavoro peggiorato sul fronte delle tutele e della precarietà”.

Sempre secondo i dati del sindacato, il 48% dei lavoratori è in una condizione di lavoro povero, con una media salariale di circa 16 mila euro l’anno. A questo si aggiunge un divario salariale di genere del 28% a svantaggio delle donne, a parità di mansioni.

Sciopero 9 marzo

Part-time e precarietà

Il sindacato ha evidenziato anche l’ampio ricorso al lavoro part-time, spesso non scelto dai dipendenti.

Nei settori analizzati il part-time rappresenta:

  • 36% dei contratti nel commercio

  • 62% nei servizi

  • 51% nel turismo

Anche la precarietà rimane elevata: riguarda il 17% dei lavoratori nel commercio, il 20% nei servizi e il 55% nel turismo.

Secondo Carpinetti, queste condizioni rendono più difficile l’indipendenza economica delle donne, già penalizzate da ostacoli nei percorsi di carriera, difficoltà dopo la maternità e dal mancato riconoscimento del lavoro di cura.

Sciopero Cgil

Precarietà nella scuola

Durante il presidio è intervenuto anche il segretario generale di Flc Cgil Veneto, Michael Cacciato, che ha posto l’attenzione sulla situazione nel settore dell’istruzione.

“Nella scuola veneta la precarietà non è un incidente di percorso: è un sistema”, ha dichiarato. “Colpisce soprattutto le donne, che sono la maggioranza tra le lavoratrici della conoscenza e che vivono contratti brevi e proroghe continue, senza poter programmare la propria vita professionale e familiare”.

Educazione affettiva nelle scuole

Il sindacato ha inoltre chiesto l’introduzione dell’educazione affettiva nelle scuole, ritenuta uno strumento importante per contrastare stereotipi di genere e violenza.

“Non possiamo chiedere alla scuola di affrontare fenomeni complessi come femminicidi, bullismo e violenza di genere senza offrire percorsi educativi adeguati”, ha concluso Cacciato.

Il presidio si inserisce nelle mobilitazioni nazionali legate allo sciopero femminista, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulle disuguaglianze di genere nel lavoro e nella società.