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Le ragioni della protesta

Sciopero dei lavoratori della Tim, l'assessore Donazzan: "Dal Governo scarse attenzioni e nessuna decisione"

La manifestazione è stata indetta da Fistel Cisl, Slc Cgil e Uilcom Uil per tutelare i posti di lavoro e contro lo scorporo della rete...

Sciopero dei lavoratori della Tim, l'assessore Donazzan: "Dal Governo scarse attenzioni e nessuna decisione"
Attualità Mestre, 23 Febbraio 2022 ore 16:42

Oggi, mercoledì 23 febbraio, i lavoratori del Gruppo Tim sono scesi in piazza nelle maggiori città italiane. Tra queste, la protesta si è svolta anche a Mestre. L'assessore regionale Donazzan si schiera dalla parte dei lavoratori e "bacchetta" il Governo...

Sciopero dei lavoratori della Tim

La manifestazione è stata indetta da Fistel Cisl, Slc Cgil e Uilcom Uil per tutelare i posti di lavoro e contro lo scorporo della rete, che – sostengono i sindacati – “priverebbe il Paese di un’azienda di riferimento e potrebbe portare a molteplici esuberi. Il tutto nel più completo silenzio di Governo e istituzioni, disattenti su un settore strategico e trainante del Paese ed un pilastro del PNRR”.

“Migliaia di posti di lavoro, diretti e dell’indotto, sono a rischio – è l’allarme lanciato da Fistel Cisl, Slc Cgil e Uilcom Uil – come a rischio è lo sviluppo di una rete di telecomunicazioni degna di un Paese civile”.

In Veneto l’appuntamento è stato fissato alle 9:30 con concentramento nel parcheggio Interspar di via Torino per poi trasferirsi davanti alla vicina sede Tim. Sono intervenuti delegati RSU e RLS di Fistel Cisl, Slc Cgil e Uilcom Uil e i Segretari di Cisl, Cgil e Uil Veneto, Gianfranco Refosco, Cristian Ferrari e Igor Bonatesta.

L'assessore Donazzan: "Dal Governo scarse attenzioni e nessuna decisione"

“Tim, nata dalle ceneri della monopolista Telecom, ha pagato negli anni nel nome del mercato e della concorrenza scorpori e privatizzazioni che hanno favorito la colonizzazione straniera da parte delle multinazionali spagnole e francesi con Telefonica e Vivendì. Piena vicinanza ai lavoratori scesi oggi in piazza in tutta Italia per manifestare la propria preoccupazione per le sorti della più grande azienda d’Italia coi suoi 42 mila dipendenti diretti ed un indotto inestimabile in un comparto strategico e trainante per la Nazione”.

Così Elena Donazzan, Responsabile Nazionale del Dipartimento Lavoro e Crisi Aziendali di Fratelli d’Italia, oggi presente al Ministero dello Sviluppo Economico dove i lavoratori TIM, le rappresentanze sindacali ed i delegati delle maggiori aziende italiane nel ramo delle telecomunicazioni hanno promosso per la giornata odierna un presidio, replicato su scala nazionale, nell’ambito dello sciopero di 8 ore proclamato contro la strategia dello scorporo della rete e lo spezzatino del gruppo industriale.

“La politica ha il dovere di farsi carico non solo dell’ascolto ma anche delle scelte: rileviamo purtroppo da questo ‘governo dei migliori’ scarso ascolto alle giuste preoccupazioni dei lavoratori e nessuna decisione a tutela di un’azienda figlia delle partecipazioni di Stato e delle grandi infrastrutture su cui è poggiato lo sviluppo italiano” rileva l’esponente veneta del Partito di Giorgia Meloni, “infrastrutture che, ancor più nel campo delle telecomunicazioni, rappresentano quanto di più delicato e sensibile una Nazione possa vantare e laddove l’assenza di congrue tutele può cagionare danno non solo ai lavoratori ma anche alla competitività e alla sovranità di uno Stato”.

Una percentuale troppo alta della popolazione italiana è ancora sprovvista di una connettività adeguata: in un’epoca in cui la capacità di competere nel mondo passa in larga parte anche da questo è inaccettabile non riconoscere e tutelare il ruolo centrale di TIM sulla base di logiche finanziarie e di mercato” continua Donazzan, che ha poi concluso “servono anche in questo campo politiche di protezione degli asset strategici nazionali ed investimenti per il futuro delle telecomunicazioni, oltre a scongiurare eventuali perdite occupazionali”.

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