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5 quintali di materiale

Rocce che raccontano la storia di Venezia, ventilatori e rifiuti: dai canali della Serenissima spunta fuori di tutto

Ennesimo intervento dei gondolieri sub...

Rocce che raccontano la storia di Venezia, ventilatori e rifiuti: dai canali della Serenissima spunta fuori di tutto
Attualità Venezia, 31 Ottobre 2022 ore 14:20

Ieri, domenica 30 ottobre 2022, ennesima immersione nei canali da parte dei Gondolieri Sommozzatori di Venezia... ed ecco cosa hanno trovato nel Rio Marin. Qualche anticipazione? Beh, c'è, per esempio, un pezzo di pietra d’Istria, un monopattino, un ventilatore, una lastra di vetro, bottiglie, copertoni, il tutto per un totale di 5 quintali di materiale. Incredibile. Ma questo intervento è anche uno spunto per raccontare un po' chi sono gli artefici. O forse è meglio chiamarli "eroi"...

Rocce che raccontano la storia di Venezia, ventilatori e rifiuti: dai canali spunta fuori di tutto

I Gondolieri Sommozzatori hanno ripescato di tutto dai canali di Venezia, del resto la loro è una missione cominciata nel 2019 e da allora non si sono più fermati. Nel corso dell'ultima "impresa", quella di un giorno fa, hanno tirato fuori dall'acqua ben 5 quintali di materiale. Rifiuti, monopattini, copertoni... Ma anche un bel pezzo di pietra d'Istria. Ma per i nostri "eroi" dei fondali, l'amore per Venezia va oltre qualsiasi ostacolo.

"L’idea mi è venuta nel 2019 quando con degli amici, nel Mar Rosso, abbiamo fatto un’immersione per vedere un relitto e abbiamo trovato all’interno una stanza piena di stivali di gomma intatti" - così racconta il gondoliere Stefano Vio, ideatore dell’iniziativa che ha il sostegno del Comune e dell’azienda dei rifiuti Veritas - Ho pensato, ma se sono intatti dopo 70 anni, quanto tempo ci vorrà per smaltire gli pneumatici nella laguna?".

Dopo l'illuminazione Stefano Vio non ha fatto altro che raggruppare un po’ di colleghi gondolieri con il brevetto da sub e organizzare una prima immersione. Furono setacciati per prova 200 metri di canale, vicino a Campo SS.Apostoli, vennero trovati moltissimi copertoni ma anche bottiglie, antenne, transenne, scarti di qualsiasi tipo gettati dove l'occhio non vede, persino un bidet.

"Da quel momento abbiamo iniziato a svolgere volontariamente quelle che noi chiamiamo missioni e non immersioni, aiutati anche dall’amministrazione Comunale".

Di lavoro da fare hanno capito che ce n'era moltissimo e quello che hanno fatto è stato agire e perseverare. Perché?

"Perché è Venezia: tutto il mondo concorre per contemplarla, per la sua straordinaria bellezza, per la sua storia, la sua indipendenza, noi ne siamo parte, la nostra missione è immergerci come guardiani delle sue solide radici".

Lo scopo del progetto è ripristinare il naturale equilibrio ambientale rimuovendo dai canali soprattutto scarti ingombranti, depositati sui fondali; e gli pneumatici, solitamente utilizzati lungo le banchine dei porti, per attutire gli urti delle imbarcazioni. Non solo, in acqua si può trovare qualsiasi tipo di scarto: oltre alle solite bottiglie, o confezioni di plastica, anche oggetti insoliti come delle antenne, o addirittura dei sanitari.

Sicuramente una mission da premiare la loro, fatta di amore per il territorio, buona volontà e tanto lavoro. La loro storia e i loro progetti sono tutti raccontati sul loro sito che vi invitiamo a visitare.

Quello di ieri però è stata solo l'ultimo dei loro interventi, il precedente si era svolto il 7 agosto 2022 nel Rio del Vin fronte Hotel Danieli e in quell'occasione era stato recuperato materiale pari a 300 kg. Un cestino portasigarette, cavalletti per l'acqua alta e reti metalliche. Ma anche pezzi di tubazioni, bottiglie e copertoni utilizzati come parabordi dalle imbarcazioni.

Allora si trattava della quattordicesima immersione, l'ultima del periodo estivo. I gondolieri sub avevano promesso che sarebbero tornati in autunno e così è stato. Sono inarrestabili e determinati e anche in questo caso i numeri possono parlare al posto loro: 12 sommozzatori che operano su 14 aree di intervento, con un monte ore di immersione pari a 150 in cui sono stati raccolti 8560 Kg di rifiuti.

Questa storia è però solo l'ennesima riprova che qualcosa deve cambiare. E' successo nella testa di Stefano Vio quel giorno dopo l'immersione nel Mar Rosso, qualcosa è scattato, la sensazione che non fosse più possibile continuare così. Anche se sono secoli che usiamo la nostra terra e le nostre acque come spazzatura non è affatto detto che sia questo il modo di andare avanti.

Ieri è stato recuperato tra le altre cose un pezzo di pietra d’Istria, con il suo valore storico certamente, ma sicuramente non un oggetto autoctono di canali d'acqua. Questa come tante altre storie deve essere per noi un monito, un insegnamento e un esempio. Non limitiamoci a guardare e ad applaudire, agiamo noi per primi. Aiutiamo i volontari, le associazioni e chiunque si impegni nella raccolta dei rifiuti ma soprattutto interveniamo alla fonte: smettiamo di produrre e gettare rifiuti. Perché no, il Rio Marin non è il posto dove parcheggiare il monopattino e nemmeno dove gettare un ventilatore rotto.

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