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Lavoro: 50mila assunzioni previste a gennaio dalle imprese venete, ma mancano i candidati

Cresce il mismatch tra domanda e offerta di lavoro

Lavoro: 50mila assunzioni previste a gennaio dalle imprese venete, ma mancano i candidati
Attualità Venezia, 20 Gennaio 2023 ore 13:25

Nel Veneto sono previste 50.670 nuove assunzioni, +3.400 rispetto a un anno fa. Il 49,7% di difficile reperimento. Cresce il mismatch tra domanda e offerta di lavoro.

Lavoro: 50mila assunzioni previste a gennaio dalle imprese venete, ma mancano i candidati

Dall’analisi dei dati raccolti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, nel territorio regionale veneto sono ben 50.670 le assunzioni previste per il mese di Gennaio, delle quali il 49,7% risultano di difficile reperimento.

In Italia complessivamente sono 504mila i lavoratori ricercati dalle imprese nel mese in corso e 1,3 milioni per il primo trimestre dell’anno. 46mila assunzioni in più rispetto a gennaio 2022 (+10,1%) e +149mila assunzioni (+12,9%) prendendo come riferimento l’intero trimestre.

La domanda di lavoro prevista ad inizio d’anno a livello nazionale si colloca sopra i livelli pre-Covid e segna un +14,0% (+62mila assunzioni) rispetto a gennaio 2019. A trainare la domanda di lavoro il manifatturiero con un incremento su base annua del 17,8% (+19mila assunzioni). Seguono turismo (+10mila unità; +21,0%), servizi operativi di supporto a imprese e persone (+7mila; +17,7%) e servizi alle persone (+7mila; +12,9%). Sale al 46,5% la difficoltà di reperimento (+7 punti percentuali rispetto a un anno fa) che si attesta al 66% per le figure dirigenziali e arriva addirittura al 62% per gli operai specializzati.

A gennaio l’industria ha in programma 174mila assunzioni. Sono alla strenua ricerca di personale, infatti, le imprese delle costruzioni (51mila entrate), seguite dalle imprese della meccatronica con 34mila entrate e da quelle metallurgiche e dei prodotti in metallo che programmano 27mila entrate. I servizi prevedono di assumere 330mila lavoratori: a offrire le maggiori opportunità lavorative sono i servizi alle persone che ricercano 64mila profili, seguiti da commercio (60mila) e turismo (58mila).

Cresce il mismatch tra domanda e offerta di lavoro

È in crescita, pertanto, il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, il quale passa dal 38,6% dello scorso anno al 45,6% (pari a circa 230mila assunzioni). La mancanza di candidati è la motivazione maggiormente indicata dalle imprese (27,8%), seguita dalla preparazione inadeguata (13,5%) e da altri motivi (4,3%). Dal Borsino delle professioni sono maggiormente difficili da reperire dirigenti (66,1%), operai specializzati (61,9%), tecnici (51,6%), conduttori di impianti (49,0%), professioni intellettuali, scientifiche e con elevata specializzazione (47,5%), professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi (41,0%). Supera i 4 mesi (4,3) il tempo medio di ricerca necessario per ricoprire le vacancies valutate dalle imprese di difficile reperimento.

Sono 153mila, inoltre, le assunzioni programmate rivolte preferenzialmente ai giovani sotto i 30 anni e per le quali si registra una difficoltà media di reperimento del 48%. Circa il 20% delle ricerche di personale sono rivolte a laureati (96mila) e il 30% a diplomati (150mila). Per il 18,1% delle assunzioni (oltre 91mila) le imprese continuano ad orientarsi verso il coinvolgimento di lavoratori immigrati, soprattutto nei settori della logistica, dei servizi operativi e nella metallurgia.

Il contratto a tempo determinato è la forma di assunzione maggiormente proposta con 208mila unità, pari al 41,3% del totale. Seguono i contratti a tempo indeterminato (122mila unità, 24,3%), quelli in somministrazione (74mila, 14,7%) e gli altri contratti non alle dipendenze (44mila, 8,8%). L’apprendistato viene proposto per 25mila assunzioni (5,0%), mentre i contratti di collaborazione e le altre tipologie di contratti alle dipendenze vengono indicati rispettivamente per 19mila assunzioni (3,7%) e 10mila assunzioni (2,1%).

A livello territoriale, sono le macro-ripartizioni del Nord-ovest e del Nord-est a segnalare le previsioni di assunzione più elevate (rispettivamente oltre 171mila e circa 123mila), seguite dalle regioni del Sud (oltre 109mila) e del centro (circa 101mila). La graduatoria regionale delle assunzioni vede, nell’ordine, Lombardia (121mila), Veneto (51mila), Lazio (50mila), Emilia-Romagna (49mila), Piemonte (37mila) e Campania (32mila).

Nel Veneto le entrate previste sono 13.367 con un +3400 rispetto lo scorso anno, e un +10.670 sul 2022 per il trimestre gennaio-marzo.

Il Presidente di Confapi Venezia, Marco Zecchinel, commenta così l’analisi:

“Emerge in modo inequivocabile come le nostre imprese continuino caparbiamente a reggere le crisi derivanti dai noti fattori internazionali e locali, investendo e scommettendo nel futuro, per rimanere competitivi nel mercato, pur nella perdurante difficoltà legata alla carenza di figure professionali strategiche e vitali per le nostre aziende. Come Associazione di categoria, in sinergia con il braccio operativo Apindustria Servizi, non possiamo che proseguire quel percorso di dialogo e collaborazione con il mondo dell’Istruzione e della formazione e con le Istituzioni, al fine di porre un argine all’ampio divario esistente tra la domanda e l’offerta di lavoro, partendo propria dalla sorgente del problema, con soluzioni concrete.”

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