A Venezia

Inchiesta per corruzione a Venezia, Brugnaro: "Sono innocente"

La prima apparizione pubblica del Sindaco dopo l'indagine della guardia di finanza

Inchiesta per corruzione a Venezia, Brugnaro: "Sono innocente"
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La prima apparizione pubblica del Sindaco Luigi Brugnaro, dopo l'indagine per corruzione che ha coinvolto l'amministrazione veneziana, è avvenuta ieri, venerdì 19 luglio 2024. Durante il Consiglio della città Metropolitana il primo cittadino di Venezia si è dichiarato innocente.

Inchiesta per corruzione a Venezia, Brugnaro: "Sono innocente"

"Sono completamente innocente".

Così si è espresso il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, parlando pubblicamente per la prima volta durante l'apertura del Consiglio della città Metropolitana, convocato a Ca' Corner, dopo l'indagine che ha coinvolto l'amministrazione comunale.

“Sono addolorato, ma con la coscienza a posto, e lo dimostrerò nelle sedi opportune”. Così il primo cittadino ha commentato l'inchiesta per corruzione nel comune di Venezia, nella quale è indagato.

Brugnaro

Il sindaco si è rivolto ai cittadini per ribadire la propria innocenza e la fiducia nel lavoro dei giudici. Questa è la prima volta che Brugnaro appare in pubblico da quando è iniziata l'indagine condotta dalla Guardia di Finanza, che coinvolge 23 persone.

"Qualcuno stasera - ha aggiunto riferendosi all'apertura del ponte votivo per il Redentore - griderà Barabba. Speremo no i me metà in croce", ha concluso in dialetto veneziano.

Indagato anche il magnate di Singapore, Ching Chiat Kwong

Tra gli indagati si aggiunge anche il magnate di Singapore, Ching Chiat Kwong. I soldi versati sui conti di Renato Boraso per l'acquisto di palazzo Poerio Papadopoli, sede del comando dei vigili da trasformare in albergo, sono ritenuti dai giudici una tangente.

La Procura contesta a Kwong una somma di 73 mila euro, versata sui conti dell'assessore Boraso, ora in carcere, per l'acquisto di Palazzo Papadopoli, proprietà comunale. Secondo i magistrati, la somma è giustificata con fatture emesse da una società di Boraso per servizi inesistenti. Il numero degli indagati sale a 23, ma potrebbero esserci nuove iscrizioni a breve.

Boraso, attualmente in carcere a Padova, ha confermato le dimissioni da assessore ma, durante l'interrogatorio di garanzia, ha scelto di non rispondere.

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