La consegna

Il busto del doge Giovanni II Corner torna a Venezia, le foto della donazione alla Regione

Il Governatore Zaia: "Testimonianza di un passato illustre e di un presente di impegno civico".

Il busto del doge Giovanni II Corner torna a Venezia, le foto della donazione alla Regione
Attualità Venezia, 24 Agosto 2021 ore 14:46

Il comitato per il recupero, dopo averlo acquistato, lo dona alla Regione.

Il busto del doge Giovanni II Corner torna a Venezia

“Oggi un pezzo importante di storia veneziana e veneta, dopo secoli, torna nella città a cui era stato destinato e da cui, in tempi oscuri, è stato portato via. Grazie alla sensibilità ed all’amore per la cultura di un gruppo di veneti, tutta la nostra comunità si riappropria di una testimonianza preziosa della Serenissima, comune denominatore nelle tradizioni, nelle espressioni culturali e nell’identità di tutti veneti. A nome di tutta la Regione esprimo la mia gratitudine per un vero atto d’amore. L’opera resterà esposta a Palazzo Balbi e ci impegniamo a non farla andar più via da Venezia”.

Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha sottolineato il dono, avvenuto oggi, martedì 24 agosto 2021, a Palazzo Balbi del busto che ritrae Giovanni II Cornaro (Corner), centoundicesimo doge della repubblica del Leone alato. L’opera in marmo, di notevole pregio artistico, era scomparsa nell’Ottocento da Ca’ Corner a San Polo e se ne erano perse le tracce.

La consegna a Palazzo Balbi

Riapparsa sul mercato antiquario, è stata consegnata alla Regione dal dottor Marco Michielli, dall’Associazione Veneziana Albergatori, attraverso il presidente Vittorio Bonacini, e dal Comitato per il recupero del busto, rappresentato dal professor Antonio Scipioni, dopo l’acquisizione in seguito ad un’asta, battuta a Viterbo lo scorso 24 giugno.

Alla consegna erano presenti, inoltre, il presidente del Consiglio Regionale, gli assessori al Patrimonio e al Turismo e diversi rappresentanti dell’associazione VenetiNet che ha lo scopo di diffondere la storia veneta e si è impegnata per il salvataggio della prestigiosa scultura.

“In questo gesto – ha aggiunto il Governatore – c’è tutto quello spirito veneto che in passato ha fatto grande proprio il modello della Serenissima. Uomini e donne del fare, che si sentono parte di una comunità e scelgono di attivarsi per essa in prima persona. Qui, nessuno ha pensato di creare un movimento di opinione o protesta per far recuperare alle istituzioni l’opera. C’è, invece, una cordata in cui ognuno volontariamente e responsabilmente ha messo mano al portafoglio perché tutti possano riappropriarsi di un pezzo storico della loro vita di popolo. Così, il busto testimonia un passato illustre ma anche un presente di alto senso civico”.

La storia

Il doge Giovanni II Corner, nato nel 1647, governò la Serenissima dal 22 maggio 1709 al 12 agosto 1722. Fu protagonista della vittoriosa guerra di Corfù contro i Turchi, nel 1716, ultima grande vittoria della Repubblica secolare per celebrare la quale Antonio Vivaldi compose la celeberrima Juditha Triumphans, per molti unico vero inno della Serenissima.

Il suo dogado, inoltre, viene anche ricordato per l’ufficializzazione dell’utilizzo della parrucca nell’abbigliamento da parata, usato anche da tutti i suoi successori.

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