Il teatro veneziano

Dopo mesi di tensioni, Beatrice Venezi rompe il silenzio sul caso Fenice e sulle proteste dell’orchestra

È la prima volta che si espone apertamente sulle critiche che riguardano lei e il suo curriculum: "Sono talmente raccomandata in Italia che lavoro solo all'estero praticamente"

Dopo mesi di tensioni, Beatrice Venezi rompe il silenzio sul caso Fenice e sulle proteste dell’orchestra

Dopo mesi di scontro aperto, ma silenzioso, Beatrice Venezi si è finalmente esposta riguardo le critiche che sulla sua carriera e La Fenice di Venezia.

Beatrice Venezi parla del caso Fenice e delle proteste dell’orchestra

Nella giornata di martedì 20 gennaio 2026, il nuovo maestro del teatro veneziano si trovava a Pisa per presentare “Carmen” di Bizet, che andrà in scena il 23 e il 25 gennaio 2026. Come ci si poteva aspettare, non sono mancate le domande dei giornalisti sul caso Fenice.

Infatti, è la prima volta che da settembre 2025, quando è stata nominata dal sovrintendente Nicola Colabianchi, che suonerà in Italia e, almeno fino a ieri, non si era mai esposta pubblicamente sulla questione. In particolare, ha dichiarato ai microfoni del Tgr:

“Ci si chiede all’estero come sia possibile che un teatro, una fondazione finanziata con fondi pubblici, dallo Stato, sia sostanzialmente in mano, gestita dai sindacati, in un contesto totalmente, passatemi il termine, anarchico“.

Tuttavia, come le ha risposto successivamente il violoncellista e sindacalista Fials, Marco Trentin, la situazione all’estero è ben diversa da come la dipinge Venezi. Di fatto, le spille di protesta arrivano anche da teatri che sono ben al di fuori dei confini italiani, come quello di Barcellona.

Il botta e risposta mentre la tensione aumenta

Inoltre, il nuovo maestro della Fenice ha voluto ironizzare proprio sulle spille che, ormai, accompagnano il coro e l’orchestra, dicendo che le avrebbe fatte più stilizzate e magari con uno swarovski. Infine, Beatrice Venezi ha voluto concludere con una citazione di Boskov:

“Partita finisce, quando l’arbitro fischia”.

Tuttavia, non si è fatta attendere la risposta di Marco Trentin che le ha commentato di informarsi prima di sfruttare una citazione, visto che Boskov non l’ha mai detto. Per di più, in questi giorni arriverà anche la risposta ufficiale di tutta la RSU della Fenice, che per il momento non si è ancora esposta.

La guerra tra le due fazioni sembra che sia appena iniziata, con una parte, quella di Venezi, supportata dal Ministro della Cultura Giuli, il Sindaco di Venezia Brugnaro; mentre gli orchestrali sembrano avere il sostegno del pubblico e di qualche musicista di fama internazionale, come Gianna Fratta, oltre che della maggior parte dei teatri italiani.

Per il momento si è in un punto di stallo: per citare Giorgio Peloso Zantaforni, Brugnaro auspica la pace invocando la guerra, mentre l’orchestra non si smuove dalla convinzione che Beatrice Venezi non sia all’altezza del ruolo. Per di più, i musicisti criticano la scelta poiché sarebbe stata calata dall’alto, oltre a non essere stati coinvolti nel processo decisionale e non averci mai suonato insieme, come si è soliti fare.

Anche per questo, ieri Beatrice Venezi ha dichiarato:

Sono talmente raccomandata in Italia che lavoro solo all’estero praticamente“.

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