Dibattito in Consiglio comunale

Donne discriminate nelle regate: per loro premi meno prestigiosi rispetto ai "colleghi" uomini

La proposta del Pd (che piaceva anche ad alcuni leghisti) era quella di parificare. Ma il "no" è arrivato dal delegato alle Tradizioni Giovanni Giusto.

Donne discriminate nelle regate: per loro premi meno prestigiosi rispetto ai "colleghi" uomini
Attualità Venezia, 23 Luglio 2021 ore 12:47

Ha vinto il "no". Le donne, le atlete impegnate nelle regate cittadine continueranno a ottenere riconoscimenti e premi di valore inferiore rispetto agli uomini.

Donne discriminate nelle regate: per loro premi meno prestigiosi rispetto ai "colleghi" uomini

Atleti gli uni, atlete le altre. Nessuna differenza, se non quella di genere, a guardar bene le cose. Peccato, però, che il trattamento riservato ai vincitori delle regate cittadine siano ben diverse. Le donne, infatti, sono decisamente svantaggiate. E la questione non è sfuggita alla politica che mercoledì si è data davvero battaglia sugli scranni virtuali del Consiglio comunale.

A margine del confronto, infatti, il Pd ha presentato due emendamenti per cambiare le cose. Un'idea che, a dirla tutta, non era dispiaciuta nemmeno ai "colleghi" della maggioranza, non senza una certa dose di stupore. D'accordo con la proposta del Partito democratico c'erano i consiglieri Giorgia Pea e il leghista Nicola Gervasutti. Ma il via libera ottenuto dal consiglio è durato da Natale a Santo Stefano. Il "no" secco è arrivato dal delegato alle Tradizioni Giovanni Giusto, che ha ricordato come sia l'assemblea dei regatanti l'organo deputato a decidere la distribuzione dei premi, mentre il Consiglio si debba limitare a creare il montepremi.

E tanto è bastato per far volare gli stracci, con un prevedibile valzer di accuse. L'opposizione ha fatto fronte comune, tutti si sono schierati a favore degli emendamenti, ma anche i primi entusiasti dell'idea targata Pd, poi, hanno votato no. La vicenda, ovviamente, non si è conclusa lì ma è proseguita altrove, sulle piazze virtuali dei social network. E il commento di un'atleta, Giulia Tagliapietra, è diventato in poco tempo virale.

"Siamo nel 2021 e ancora siamo fermi a queste #discriminazioni perché "si è sempre fatto così".

La discussione in Consiglio comunale, finita poi con un nulla di fatto, ha generato prevedibili reazioni nel mondo delle regate al femminile. Una su tutte, quella di Giulia Tagliapietra, ha raccolto centinaia di like e condivisioni. E ve la riportiamo integrale così come è apparsa sul suo profilo Facebook.

"La mia giornata di oggi? Sveglia alle 5 perché mi devo tirare il latte prima di uscire di casa (ci impiego circa 45/50 minuti). Alle 6.45 allenamento di voga. Poi diretta al lavoro (full time). Poi finalmente a casa, con faccende da fare e mia figlia di 7 mesi da tenere.

Mentre mi tiravo di nuovo il latte, esausta, ho avuto la malsana idea di collegarmi per ascoltare il consiglio comunale di questa sera, in cui Monica Sambo ha presentato una proposta di emendamento per aumentare i premi della Regata Storica in modo da equiparare la categoria femminile con quella maschile. Risultato? La maggioranza (se non sbaglio, tutti tranne Nicola Gervasutti) ha votato contro.

Negli interventi ho sentito tante di quelle idiozie che non ho nemmeno la forza di riportare in questo post. Anche il delegato alle tradizioni Giovanni Giusto ha votato contro... proprio lui che dovrebbe sostenere i regatanti. Eh sì, che vi piaccia o no anche le donne sono regatanti. Siamo nel 2021 e ancora siamo fermi a queste #discriminazioni perché "si è sempre fatto così".

La cosa che mi ha fatto più arrabbiare? Sentire la consigliera Rogliani dire che sua sorella (Gloria Rogliani) non vogava per i soldi, ma per passione.

Ah davvero? Perché gli altri vogano forse per i soldi? Io ho ricominciato a vogare a meno di due mesi dal parto, quando ancora avevo dolore a causa delle lacerazioni, per i soldi? Mi alzo alle 5 del mattino per i soldi? La mia compagna parte da Chirignago per venire alla Giudecca ad allenarsi per i soldi? Ovvio che tutti lo facciamo per passione. Ma qui si parla di una questione di civiltà. Grandissima delusione e amarezza sentire così tante donne in consiglio comunale dire "contraria".

Ho scritto questo post di getto, non so neanche se è in italiano ma non voglio rileggerlo, sennò poi magari potrei ripensarci e cancellarlo... invece no, ogni tanto è giusto incazzarsi e va bene così".

In copertina foto dal profilo Facebook di Giulia Tagliapietra realizzata nel 2015 da Maurizio Crosara.