Costo del pane alle stelle, il presidente dei Panificatori veneziani: "Serve una politica economica di filiera"
Oltre al caro bollette (che sta rendendo i costi per l'energia elettrica praticamente insostenibili) pure la pagnotta sta diventando un bene quasi "di lusso"...

In momenti storici difficili come questi, con situazioni di estrema incertezza e disagio, rischia di prevalere l’effetto paura generato dalle notizie sui pesanti rincari dei prodotti energetici e di consumo primario come tutti i prodotti alimentari...
Costo del pane alle stelle, il presidente dei Panificatori veneziani: "Serve una politica economica di filiera"
Per fare chiarezza su quanto si sta verificando, il Presidente Associazione Panificatori di Venezia e provincia e Confcommercio Mestre, Massimo Gorghetto, ha condiviso una nota ufficiale che riportiamo integrale qui di seguito.
"Se poco conosco le dinamiche che portano a aumenti del prezzo del gasolio, della benzina, del gas, dell’energia elettrica, mi duole, invece, vedere gli attacchi sconsiderati, quando si parla del prezzo del pane, di alcune voci poco informate, purtroppo anche di qualche associazione di categoria del mondo dell’agricoltura.
C’è una premessa fondamentale da fare: i panificatori non comprano il grano degli agricoltori, ma farina dai molini, i cui costi sono aumentati di circa il 30%, meno di quanto riguardi i consumi di gas ed energia elettrica.
Ciò significa che l’eventuale aumento del prezzo del pane va ascritto all’incidenza dei costi di lavorazione e non al reale aumento della farina.
Il vero problema che avrebbe dovuto vederci uniti in una politica economica di filiera è il fatto che la produzione nazionale di farina, per caratteristiche della stessa, non è adatta alla panificazione e quindi insufficiente al fabbisogno. È necessario importare.
Le imprese di panificazione si reggono sul mercato con la loro capacità professionale, con la loro capacità imprenditoriale e con le loro associazioni di categoria che lavorano per creare le migliori condizioni di mercato per il loro sviluppo. Ed è sbagliato confrontare tout court i prezzi dei prodotti delle varie regioni d’Italia: basti solo pensare ai costi di approvvigionamento che devono sostenere i veneziani per svolgere il loro lavoro.
Su questo piano, come sempre, siamo pronti a confrontarci, con tutti".