L'inchiesta "Palude"

Corruzione a Venezia, oltre all'opposizione anche la maggioranza chiede risposte a Brugnaro

Il sindaco aveva annunciato che avrebbe dato spiegazioni nel consiglio comunale del 9 settembre 2024, ma anche per la maggioranza non si può aspettare: servono spiegazioni immediate

Corruzione a Venezia, oltre all'opposizione anche la maggioranza chiede risposte a Brugnaro
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L'indagine della Guardia di Finanza a Venezia, denominata "Palude", ha evidenziato un complesso intreccio tra amministrazione pubblica e interessi economici privati. Secondo i PM Baccaglini e Terzo, l'inchiesta ha portato alla luce un ampio spettro di reati contro la pubblica amministrazione, per i quali è indagato anche il sindaco Luigi Brugnaro.

L'inchiesta "Palude": i conflitti di interesse tra amministrazione e affari privati

Da quanto emerge 940 pagine dell'atto di accusa della Procura di Venezia, sull'inchiesta ribattezzata "Palude", sarebbero numerosi i conflitti di interesse che coinvolgono l'ex assessore Renato Boraso e il primo cittadino Luigi Brugnaro.

Dagli atti emerge anche che le conversazioni riservate tra politici, dirigenti e imprenditori si erano spostate su piattaforme difficili da intercettare, contribuendo a un contesto di illegittimità diffusa. Secondo i pubblici ministeri, questo alimentava il sistema corruttivo promosso dall'ex assessore Renato Boraso e il sistematico perseguimento di interessi privati da parte del sindaco Luigi Brugnaro.

I magistrati sostengono che il blind trust creato da Brugnaro fosse una copertura, permettendogli di valorizzare l'area dei Pili, di sua proprietà, per venderla anche durante il suo mandato da sindaco.

Dalle indagini emerge anche l'interesse dell'ex assessore Boraso per il Bosco dello Sport, un grande progetto voluto dal sindaco per costruire un complesso sportivo in terraferma. Secondo i magistrati, erano già stati raggiunti accordi corruttivi legati a questo progetto. La Reyer, squadra di basket di proprietà del sindaco Brugnaro, sarebbe stata al centro di un sistema di generose sponsorizzazioni da parte di aziende private, le quali avrebbero poi beneficiato di concessioni o autorizzazioni comunali per operazioni immobiliari.

Richieste di chiarimento anche dalla maggioranza

Anche il sindaco Luigi Brugnaro è indagato per corruzione, e le richieste di trasparenza e spiegazioni sono sempre più pressanti. La situazione rimane tesa e l'amministrazione comunale deve affrontare una serie di interrogativi su come gestire l'inchiesta e le sue implicazioni politiche ed etiche.

Non solo l'opposizione, ma anche i membri della maggioranza chiedono chiarimenti. Le dimissioni dell'ex assessore alla Mobilità, Renato Boraso, ora in carcere e impegnato a preparare la sua memoria difensiva, non sono state sufficienti a calmare le acque a Ca' Farsetti.

Raffaele Speranzon di Fratelli d'Italia ha evidenziato il danno di immagine subito da Venezia, insistendo sulla necessità di un vertice di maggioranza a breve. Deborah Onisto di Forza Italia ha richiesto che il sindaco Luigi Brugnaro riferisca al consiglio comunale prima della pausa estiva, senza aspettare fino a settembre. Alberto Stefani della Lega ha espresso fiducia nelle indagini della magistratura, considerando la chiarezza un elemento positivo per la politica.

Tra i partiti di centrodestra che sostengono Brugnaro, c'è preoccupazione per le indagini che hanno portato all’arresto dell’assessore Renato Boraso, che ha poi rassegnato le dimissioni. Vi sono dubbi sui funzionari comunali indagati, incluso Brugnaro, e incertezze su come l’amministrazione affronterà le elezioni imminenti. Si attende di sapere come il sindaco gestirà i funzionari coinvolti nell'inchiesta, in particolare il direttore generale Morris Ceron e il vicecapo di gabinetto Derek Donadini.

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