Personale cercasi

Case di riposo in Veneto, mancano 3mila OSS: Uripa per 250 assunzioni guarda… al Sudamerica

Accordi con Brasile e Repubblica Dominicana, previsti alloggi a canone ridotto e supporto burocratico per infermieri e operatori

Case di riposo in Veneto, mancano 3mila OSS: Uripa per 250 assunzioni guarda… al Sudamerica

Case di riposo in difficoltà per la carenza di personale. In Veneto mancano almeno 3mila operatori socio-sanitari e infermieri, un vuoto che rischia di compromettere la continuità dei servizi. Per far fronte alla situazione, Uripa, l’Unione regionale istituti per anziani, ha predisposto un accordo quadro per reclutare circa 250 professionisti formati in Brasile e nella Repubblica Dominicana.

Case di riposo in Veneto, mancano 3mila OSS

Secondo l’associazione, la mancanza di addetti non è più episodica ma strutturale. Oggi in Veneto almeno 10mila anziani sono in lista d’attesa per un posto in casa di riposo.

Il contesto demografico aggrava il problema: gli over 80 sono 382.906 e, secondo le previsioni, entro il 2050 saliranno a 681.573, passando dal 7,8% al 14,5% della popolazione. A fronte dell’aumento degli anziani, diminuisce la platea di giovani da formare e inserire nel settore sanitario.

Volpe ha sottolineato che con meno giovani disponibili diventa inevitabilmente più difficile reperire personale qualificato.

Uripa punta a 250 assunzioni dal Sudamerica

Per questo Uripa ha avviato contatti con due Paesi sudamericani ritenuti attrattivi per l’Italia e con percorsi formativi considerati adeguati per infermieri e oss.

Volpe ha riferito che durante le visite in università e strutture locali è stato riscontrato un livello tecnologico e didattico avanzato. L’obiettivo è inserire in Veneto circa 250 lavoratori già formati. Il progetto si basa sulla deroga regionale attiva dal 2020, prorogata fino al 2029, che facilita il riconoscimento delle qualifiche sanitarie conseguite all’estero.

L’accordo prevede condizioni agevolate per favorire l’arrivo e l’integrazione. Per gli infermieri: stanza singola gratuita per i primi tre mesi, poi affitto non superiore a 300 euro mensili, oltre al supporto nelle pratiche amministrative e sanitarie.

Per gli oss: alloggio gratuito durante il tirocinio di quattro mesi, successivamente canone di 300 euro al mese. È previsto anche un buono pasto da 8 euro al giorno, a fronte di una retribuzione media più bassa, stimata in circa 1.200 euro lordi mensili contro i circa 1.500 degli infermieri.

Volpe ha spiegato che l’iniziativa non intende sottrarre personale ai sistemi sanitari dei Paesi coinvolti, ma costruire una collaborazione basata su una mobilità regolata. Ha inoltre precisato che le strutture aderenti dovranno garantire un’accoglienza adeguata e condizioni abitative e lavorative rispettose.