Continua la polemica

Biennale e Russia: Ue minaccia taglio Fondi, Giuli fa dimettere rappresentante Ministero nel CdA (ma lei: “Resto”)

Il titolare del Mic toglie la fiducia a Tamara Gregoretti dopo il voto favorevole al padiglione russo

Biennale e Russia: Ue minaccia taglio Fondi, Giuli fa dimettere rappresentante Ministero nel CdA (ma lei: “Resto”)

Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha chiesto ufficialmente le dimissioni di Tamara Gregoretti dal Consiglio di amministrazione della Biennale di Venezia. La decisione scaturisce dalla rottura del rapporto di fiducia tra il Ministero e la sua esponente nella Fondazione veneziana, in merito alla gestione del ritorno della Federazione Russa alla 61esima Esposizione Internazionale d’Arte prevista per il 2026.

Giuli fa dimettere rappresentante Ministero nel Cda (ma lei: “Resto”)

Secondo la nota diffusa dal Mic, l’esperta nominata nel marzo 2024 non avrebbe informato tempestivamente il Governo né sulla possibile riapertura del padiglione russo, né sul proprio voto favorevole alla partecipazione di Mosca. Il Ministero sottolinea come tale scelta sia stata presa nonostante la nota sensibilità internazionale legata al conflitto in corso in Ucraina.

Alessandro Giuli

La componente del Cda ha tuttavia risposto negativamente alla richiesta di fare un passo indietro. La professionista ha dichiarato di voler restare al proprio posto, appellandosi allo Statuto della Fondazione e all’autonomia dell’istituzione. Secondo la sua tesi, i membri del consiglio non devono rispondere politicamente a chi li ha nominati, agendo in totale indipendenza decisionale.

Ue minaccia taglio Fondi

La polemica ha assunto una dimensione più ampia con l’intervento della Commissione Europea. I commissari Henna Virkkunen e Glenn Micallef hanno condannato la scelta della Biennale, definendola incompatibile con la risposta dell’Unione all’aggressione russa. Bruxelles ha minacciato la sospensione di un finanziamento da due milioni di euro destinato a progetti cinematografici e tecnologie immersive.

Il portavoce Thomas Regnier ha chiarito che i beneficiari dei fondi europei sono tenuti al rispetto di standard etici e valori comunitari. In caso di violazione di tali principi, la Commissione ha il potere di risolvere i contratti di sovvenzione in corso.

A supporto di questa linea si sono schierati 22 Paesi dell’Unione attraverso una lettera formale indirizzata al presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco.

Zaia: “Venezia resti spazio di libertà”

“Russia alla Biennale: si condanna la guerra ma non si censura la cultura. Venezia resti spazio di libertà”, così l’ex Governatore del Veneto, Luca Zaia, ha commentato sui social la vicenda.

“La guerra in Ucraina va condannata senza ambiguità e l’aggressione russa è un fatto gravissimo. Ma altra cosa è cancellare una cultura o trasformare un grande evento artistico internazionale in uno spazio di esclusione.

La Biennale di Venezia nasce come luogo di libertà artistica e di confronto tra i popoli. Se iniziamo a stabilire chi può esprimersi e chi no sulla base degli equilibri geopolitici del momento rischiamo di negare proprio il principio universale dell’arte.

Per questo esprimo stima e sostegno al presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, che con equilibrio e senso culturale sta difendendo l’idea di una manifestazione aperta al confronto tra le espressioni artistiche del mondo. Venezia deve restare uno spazio di libertà”.