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Mobilità sostenibile

Autostrade CAV: grazie al telepedaggio 2500 tonnellate in meno di Co2

Uno studio dell’Università Ca’ Foscari ha calcolato le emissioni evitate nell’ultimo triennio grazie alle corsie dedicate al telepedaggiamento sulle tratte autostradali gestite da Concessioni Autostradali Venete.

Autostrade CAV: grazie al telepedaggio 2500 tonnellate in meno di Co2
Attualità Venezia, 08 Giugno 2022 ore 11:58

Risparmiate in tre anni, dal 2019 al 2021, sulla A4 Padova-Venezia, Passante di Mestre e A57-Tangenziale di Mestre, circa 2500 tonnellate di CO2 grazie al telepedaggio.

Autostrade CAV: grazie al telepedaggio 2500 tonnellate in meno di Co2

In tre anni, dal 2019 al 2021, sulla A4 Padova-Venezia, Passante di Mestre e A57-Tangenziale di Mestre, sono state risparmiate circa 2500 tonnellate di CO2 grazie al telepedaggio.

Lo rivela uno studio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, commissionato da Concessioni Autostradali Venete e Telepass e finalizzato a quantificare la riduzione di emissioni inquinanti grazie alla presenza di porte dedicate al telepedaggio in tutte le stazioni autostradali. Una politica green perseguita da tempo da CAV, prima con l’implementazione delle piste dedicate al telepedaggiamento (oggi rappresentano oltre la metà di quelle disponibili) e poi con la crescita progressiva degli utenti utilizzatori, passati dal 61% nel 2010 a oltre il 68% nel 2021.

Lo studio di Ca’ Foscari, pubblicato dopo che negli ultimi tre anni CAV ha fortemente incentivato il telepedaggio, promuovendo anche la sottoscrizione di contratti Telepass a canone zero allo scopo di trasferire parte del traffico pendolare dalle corsie automatiche a quelle di telepedaggio, prende in analisi tratte autostradali che risultano tra le più trafficate in Italia ed Europa: 74 km di grande viabilità, con una media di 150 mila veicoli giornalieri in transito alle stazioni e circa 50 milioni di veicoli transitati nel 2019, anno pre-Covid, 36,5 milioni nel 2020 e 41,5 milioni nel 2021.

Guidata dai professori Raffaele Pesenti e Giovanni Vaia del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari, la ricerca ha applicato un apposito modello matematico-scientifico sviluppato dal team accademico e ha calcolato, negli ultimi 3 anni, un risparmio di ben 2.500 tonnellate di CO2 evitate grazie all’uso delle barriere Telepass (910 tonnellate di CO2 nel 2019, 760 tonnellate nel 2020 e 830 nel 2021), possibile grazie all’eliminazione della fermata dei veicoli per il ritiro e pagamento del biglietto.

Traducendo questo dato in termini di transiti in auto sulla tratta Padova Est-Venezia, il risparmio corrisponde a 710.879 viaggi in meno sul triennio: 258.139 viaggi Padova-Venezia risparmiati nel 2019 (anno pre-Covid), 216.825 viaggi risparmiati nel 2020 e 235.915 nel 2021, con un enorme vantaggio per l’ambiente ma anche per le persone in termini di inquinamento acustico, congestioni stradali e costi correlati. Di seguito le emissioni evitate, espresse in tonnellate:

Emissioni di inquinanti evitate (espresse in tonnellate) grazie alla presenza di stazioni Telepass sulle tratte gestite da CAV

L'infrastruttura tecnologica del telepedaggiamento può quindi fornire maggiori vantaggi rispetto all'infrastruttura tradizionale e migliore servizio agli automobilisti grazie alla maggiore ottimizzazione dei flussi, ma anche in termini di benefici ambientali evidenziati nello studio: conservazione a lungo termine della natura e della biodiversità, riduzione dell'impronta di carbonio del settore dei trasporti e dell’inquinamento atmosferico.

Su questa linea, CAV ha adottato da tempo un approccio totalmente volto all’innovazione sostenibile per la viabilità. Nata nel 2008, ha fatto dei criteri ESG (Environmental Social Governance) la propria bussola, con la finalità di contribuire attivamente nella Regione del Veneto a realizzare una infrastruttura in grado di mettere al servizio della mobilità l’innovazione tecnologica, la sostenibilità, la digitalizzazione e l’integrazione dei dati. Per far ciò è stata creata e-ROADS, l’autostrada smart in grado non solo di dialogare con i veicoli, ma di auto-monitorarsi costantemente, correggendosi e ristrutturandosi.

«Il processo di innovazione che abbiamo avviato – spiega Ugo Dibennardo, Amministratore Delegato di CAV – non può prescindere, anzi deve accompagnare gli aspetti legati alla sostenibilità ambientale delle infrastrutture. L’incentivo al telepedaggio risponde a questa esigenza e tra l’altro è un forte investimento in sicurezza, perché ridurre le code significa anche prevenire il rischio di incidenti. Perseguire questo duplice scopo è strategico per CAV, che gestisce tratte caratterizzate da transiti prevalentemente pendolari e ci spinge a proseguire su questa strada ricercando nuove forme di innovazione tecnologica sostenibile applicata alla mobilità e al pedaggiamento».

«Questo studio dimostra come la sostenibilità e lo sviluppo economico di un territorio emergano da pratiche strategiche, operative e gestionali incentrate sulla riduzione dell'impatto ambientale, attraverso l’innovazione nell'intera catena di produzione dei servizi, coniugando due aspetti: ecologico ed economico», aggiunge Giovanni Vaia, docente e ricercatore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

«La mobilità è legata in maniera intrinseca al grande tema della sostenibilità – dichiara Gabriele Benedetto, Amministratore Delegato di Telepass – Telepass ha dato un contributo molto rilevante non solo nel ridurre le code ai caselli autostradali offrendo fin dalla sua nascita un servizio che ha facilitato la mobilità in autostrada, ma anche nel ridurre le emissioni inquinanti implementando una strategia di business che unisce sicurezza e sostenibilità. Credo che il modello matematico per il calcolo delle emissioni evitate realizzato ora dall’Università Cà Foscari e applicato sulle tratte autostradali gestite da CAV, segni un traguardo importante perché è la dimostrazione scientifica di un impatto ambientale che si riduce grazie all’intuizione trentennale di Telepass e alla lungimiranza di CAV e dà la misura e l’ordine di grandezza che non sempre è chiaro né evidente all’utente finale».

 

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