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"Fateli sbarcare ora"

Attivisti di Mediterranea contestano a Venezia il ministro Piantedosi sui migranti bloccati a Catania

Un cartello polemico esposto durante la cerimonia di insediamento del nuovo Rabbino della Comunità Ebraica.

Attivisti di Mediterranea contestano a Venezia il ministro Piantedosi sui migranti bloccati a Catania
Attualità Venezia, 07 Novembre 2022 ore 14:48

Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, è stato contestato a Venezia da alcuni attivisti dell'ong Mediterranea durante la cerimonia di insediamento del nuovo Rabbino della Comunità Ebraica: esposto un cartello polemico "Fateli sbarcare ora" relativo alla situazione dei migranti al porto di Catania.

Ministro Piantedosi contestato a Venezia: "Fateli sbarcare ora"

Contestazione accesa degli attivisti dell'ong Mediterranea contro il neo ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, giunto ieri, domenica 6 novembre 2022, a Venezia per la cerimonia di insediamento del nuovo Rabbino della Comunità Ebraica. Una volta che il ministro è uscito dalla sinagoga, gli attivisti hanno esposto un cartello con scritto: "Fatelo sbarcare ora".

"È ora di finirla con questa sceneggiata al porto di Catania - ha detto il capomissione di Mediterranea, Beppe Caccia - dove ci sono 1.075 persone che chiedono solo di essere sbarcate. Una volta sbarcate, si faranno tutte le operazioni di riconoscimento. Ma la si smetta con una sceneggiata sulla pelle di persone disperate".

In queste ore, infatti, al porto siciliano è avvenuto uno sbarco parziale (o "selettivo", come è stato definito) di alcuni dei profughi arrivati a bordo delle navi Humanity 1 e Geo Barents. I primi a scendere sono stati alcuni dei migranti a bordo della Humanity 1: su 179 naufraghi ne sono scesi 144, donne, bambini e fragili. Gli altri 35 sono ancora a bordo da sabato notte.

Da giorni alla Omg Sos Humanity il porto di Catania era stato indicato come porto sicuro, ma le autorità italiane non avevano dato alcuna risposta, sebbene Matteo Salvini, neo ministro delle Infrastrutture, sulla vicenda è stato perentorio:

"Lezioni da una Ong tedesca l’Italia non ne prende, grazie. Berlino vi aspetta".

Sulle 35 persone ancora a bordo è ancora braccio di ferro. Petra Krischok, portavoce della Ong è stata abbastanza chiara:

"Lasciare il porto di Catania se non dovessero sbarcare tutti i migranti che sono a bordo della nave sarebbe illegale, perché sono tutti profughi".

Intanto, domenica pomeriggio ha attraccato anche Geo Barents, nave di ricerca e soccorso di Medici senza frontiere con 572 migranti a bordo. Gli ispettori hanno valutato i casi di vulnerabilità e dato il via libera allo sbarco di 357 persone. A bordo sono rimasti in 215.

Su quanto accaduto, la spiegazione di fatto è arrivata da quanto aveva dichiarato ieri il neo ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, dando in buona sostanza il via libera a donne, bambini e fragili:

"Le persone che hanno i requisiti possono sbarcare, ma gli altri devono tornare fuori dalle acque territoriali. L’Italia si fa carico di ciò che presenta problemi di ordine assistenziale e umanitario, ma senza derogare al fatto che gli obblighi di presa in carico competono allo Stato di bandiera e senza venire meno agli obblighi umanitari".

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