Venerdì 6 febbraio 2026, mentre il braciere olimpico si accende a Milano-Cortina 2026, il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha deciso di restituire 45 biglietti omaggio per la cerimonia inaugurale. Una scelta motivata dalla volontà di privilegiare sobrietà e responsabilità istituzionale.
Le dichiarazioni di Stefani
Come i primi esponenti dei Cinque Stelle o la Lega delle origini, Stefani ha detto no a tagliandi che in queste ore valgono oro. I biglietti, arrivati a Palazzo Balbi grazie a una convenzione firmata dal governatore lombardo Attilio Fontana, erano destinati a vari esponenti istituzionali, ma il presidente ha scelto di non assegnarli ad assessori o consiglieri.
“Non tutto ciò che è consentito è opportuno”
Ha dichiarato Stefani, spiegando la sua decisione in nome della sobrietà.
“Le Olimpiadi rappresentano una vetrina internazionale straordinaria e irripetibile, ma la vera maratona inizierà dopo i Giochi, per valorizzare infrastrutture, turismo e sviluppo del territorio. Le priorità dei veneti restano sanità, lavoro e imprese, anche durante le Olimpiadi”.
Sobrietà e istituzioni
La scelta ha suscitato qualche malumore tra chi sperava di assistere allo spettacolo dal vivo anziché seguire la cerimonia su maxischermo. La manifestazione, curata dai veneziani Marco Balich e Damiano Michieletto, vedrà comunque la partecipazione di Stefani e dell’ex presidente della Regione Luca Zaia, oggi presidente del Consiglio regionale, accompagnati dai rispettivi collaboratori istituzionali: Marco Rossi per Stefani e Walter Milan per Zaia.