Il 9 febbraio 2026, Legambiente ha presentato il dossier “Mal’Aria di città”, basato sui rilievi dell’agenzia regionale Arpav relativi all’anno 2025.
Venezia figura tra i tre centri urbani della regione che non hanno rispettato i limiti di legge attualmente in vigore per le polveri sottili. La centralina di monitoraggio di via Tagliamento ha infatti registrato 36 giorni di sforamento della media quotidiana di 50 microgrammi per metro cubo, superando la soglia massima di 35 episodi consentiti nell’arco di un anno solare.
Le concentrazioni di inquinanti rilevate nel 2025
I dati raccolti evidenziano una situazione critica per la qualità dell’aria nel veneziano. Oltre al superamento del limite di legge sul PM10, le medie annuali registrate mostrano una distanza significativa dai parametri di salute pubblica.
Nel 2025, la città ha rilevato una concentrazione media annua di 26 µg/mc per il PM10 e di 26 µg/mc per il biossido di azoto (NO2). Questi valori, sebbene in linea con una tendenza di stabilità o lento miglioramento regionale, confermano la difficoltà dei territori di pianura nel raggiungere una qualità dell’aria ottimale.
| Medie annuali 2025 (µg/mc) | |||
| PM10 | PM2.5 | NO2 | |
| Belluno | 19 | 13 | 17 |
| Padova | 27 | 20 | 25 |
| Rovigo | 27 | 21 | 20 |
| Treviso | 25 | 17 | 23 |
| Venezia | 26 | nc | 26 |
| Verona | 29 | 17 | 22 |
| Vicenza | 28 | 20 | 22 |
Obiettivi europei e riduzioni necessarie entro il 2030
In vista della nuova Direttiva UE che entrerà in vigore nel 2030, il territorio veneziano dovrà affrontare sforzi consistenti per adeguarsi ai nuovi limiti. Se tali parametri fossero già attivi, il capoluogo risulterebbe fuori norma. Per conformarsi ai futuri standard comunitari, Venezia deve ottenere una riduzione delle concentrazioni medie annuali del 22% per il PM10 e del 23% per l’NO2.
| Riduzione delle concentrazioni necessaria per i limiti 2030 (%) | |||
| PM10 | PM2.5 | NO2 | |
| Belluno | – | -22 | – |
| Padova | -25 | -49 | -18 |
| Rovigo | -25 | -53 | – |
| Treviso | -19 | -39 | -14 |
| Venezia | -22 | – | -23 |
| Verona | -31 | -42 | -9 |
| Vicenza | -28 | -50 | -11 |
Giorgio Zampetti, direttore generale dell’associazione ambientalista, ha espresso preoccupazione per i tagli ai finanziamenti statali destinati al miglioramento dell’aria nel bacino padano, definendo tali scelte dannose per il consolidamento dei progressi.
“I miglioramenti registrati nel 2025 restano fragili e non sostenuti da scelte coerenti”, ha dichiarato il dirigente.
Interventi strutturali per il risanamento del clima urbano
Il superamento delle criticità ambientali richiede una pianificazione regionale integrata. Luigi Lazzaro, presidente dell’ente regionale, ha indicato la necessità di agire su più fronti, a partire dal potenziamento del trasporto pubblico locale e della rete ciclabile.
Le proposte includono inoltre la riconversione dei sistemi di riscaldamento domestico con l’impiego di pompe di calore e una gestione più rigorosa delle attività agro-zootecniche intensive, responsabili di emissioni inquinanti significative.
“È necessario proseguire con interventi strutturali nei diversi ambiti responsabili delle emissioni inquinanti”, ha concluso il rappresentante dell’organizzazione.