Innovazione

Energia pulita e materiali rinnovabili dai rifiuti: la nuova sfida della start up trevigiana HBI che arriva anche a Venezia

Daniele Basso (CEO) e Renato Pavanetto di HBI portano avanti dal 2016 il loro progetto di startup. Obiettivo “sviluppare tecnologie in grado di implementare e promuovere lo sviluppo sostenibile e l’economia circolare”.

Energia pulita e materiali rinnovabili dai rifiuti: la nuova sfida della start up trevigiana HBI che arriva anche a Venezia
Venezia, 09 Luglio 2020 ore 17:23

La start up trevigiana pronta a produrre energia pulita e materiali rinnovabili dai rifiuti.

Un progetto che va avanti dal 2016

“Sviluppare tecnologie in grado di implementare e promuovere lo sviluppo sostenibile e l’economia circolare”. Con questa visione, Daniele Basso (CEO) e Renato Pavanetto di HBI portano avanti dal 2016 il loro progetto di startup. Ed è stata proprio una tecnologia innovativa in grado di trasformare i fanghi di depurazione in energia e bio materiali rinnovabili ad attrarre l’attenzione da parte di due investitori, il dott. Domenico Greco e il sig. Roberto Alibardi. Entrambi gli investitori infatti, oltre ad essere imprenditori di successo nel panorama italiano della valorizzazione delle risorse, condividono con il team HBI la missione di abilitare un ecosistema equo, sostenibile e che non necessita di fonti di origine fossile per soddisfare i propri bisogni.

Verranno trattate circa 2mila tonnellate di fanghi all’anno

L’obiettivo raggiunto da HBI arriva inoltre durante il periodo di emergenza legato al Covid-19, segnale che la sostenibilità rappresenta un modello capace di risollevare l’economia nazionale ed internazionale. Il sistema integrato ideato e progettato da HBI consente un rapido trattamento dei fanghi di depurazione ed una conseguente produzione di energia rinnovabile unita al recupero di biomateriali quali ammoniaca e fosforo. Grazie a questo investimento, la startup di Basso realizzerà la prima serie di impianti dimostrativi che saranno pronti entro l’anno e tratteranno circa 2.000 tonnellate all’anno di fanghi. Gli impianti verranno installati presso il depuratore di Bolzano ed un altro depuratore in provincia di Venezia e permetteranno alle due municipalità di essere fra le prime realtà in Italia (e in Europa) in grado di valorizzare il proprio fango, con un sistema innovativo ad emissioni di CO 2 nettamente inferiori alle attuali pratiche di smaltimento.

Il commento di Basso

“Dopo anni di ricerca e sviluppo finalizzati ad ottenere una tecnologia che possa essere estesa a livello globale, siamo ora pronti per dare il nostro contributo per un mondo più sostenibile capace di sostenersi attraverso i principi dell’economia circolare” spiega Basso, amministratore e presidente di HBI.

Appuntamento quindi a fine 2020 per osservare i primi risultati di una tecnologia che potrà rivoluzionare il sistema di depurazione delle acque.

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