Critiche dell'ambasciatore russo

Biennale Venezia, protesta PussyRiot e Femen davanti al padiglione della Russia: fumogeni, bandiere dell’Ucraina e seni al vento

Il blitz con slogan anti-Putin è avvenuto mercoledì 6 maggio 2026, nei giorni di pre-apertura della 61esima Esposizione artistica

Biennale Venezia, protesta PussyRiot e Femen davanti al padiglione della Russia: fumogeni, bandiere dell’Ucraina e seni al vento

Nel secondo giorno di pre-apertura della Biennale dell’Arte di Venezia, davanti al contestato padiglione della Russia, riaperto per la prima volta dal 2022, cioè da quando è iniziata l’invasione dell’Ucraina, si è svolto un blitz di protesta che ha visto in prima linea i gruppi “Pussy Riot” e “Femen“.

Le prime con sul volto un passamontagna fucsia, le seconde con i seni al vento e scritte sul corpo, hanno manifestato insieme contro la scelta del presidente Pietrangelo Buttafuoco di far partecipare Mosca alla 61esima Esposizione d’Arte.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da @art (@art)

Le attiviste russe anti-Putin sono arrivate ai Giardini improvvisando un mini-corteo colorato, tra grida e cori. Una volta giunte davanti al padiglione della Russia hanno scatenato la loro protesta musica ad alto volume, bandiere dell’Ucraina, fumogeni e slogan contro il Presidente russo.

“Più di 50 membri della Pussy Riot hanno assaltato il padiglione russo alla Biennale di Venezia – si legge in un post pubblicato sui loro social – La polizia è stata costretta a chiudere le porte del padiglione, mentre all’esterno si è verificata una forte esibizione di protesta. Dopo aver eseguito la canzone ‘DISOBEY’, FEMEN si è fatta avanti con fumo blu e giallo, bandiere ucraine e canti. È la prima volta che Pussy Riot e FEMEN fanno un’azione comune“.

Le Pussy Riot rappresentano un collettivo punk rock russo che nella loro patria è stato arrestato con l’accusa di “teppismo e istigazione all’odio religioso” dopo una performance non autorizzata nella Cattedrale di Cristo Salvatore contro Putin.

Il post di Femen

Di fronte a questo blitz, l’ambasciatore russo in Italia ha criticato le nostre istituzioni:

“È molto deplorevole che la leadership italiana, così come la direzione della Biennale, siano diventate bersaglio di diktat e pressioni inaccettabili e brutali da parte dell’UE, i cui burocrati grigi e senza volto hanno fatto di tutto per abbassare la ‘cortina di ferro’ e impedire qualsiasi scambio tra i Paesi europei e la Russia”.

Ricordiamo infatti che la Biennale d’Arte di Venezia è finita quest’anno al centro delle polemiche per la scelta di aprire i padiglioni anche di tutte quelle nazioni coinvolte in conflitti internazionali, tra cui Russia e Israele.

LEGGI ANCHE: Biennale d’Arte di Venezia al via, padiglione Russia aperto. L’UE: “No a vetrina per Mosca”