Stop ai finanziamenti

Padiglione Russia alla Biennale di Venezia: l’UE ha avviato la procedura per revocare i fondi da 2 milioni di euro

La Fondazione Biennale ha ora un mese di tempo per rispondere alla Commissione europea

Padiglione Russia alla Biennale di Venezia: l’UE ha avviato la procedura per revocare i fondi da 2 milioni di euro

La Commissione europea ha avviato ufficialmente la procedura per sospendere o revocare i fondi destinati alla Biennale di Venezia, in programma dal 9 maggio.

Al centro della contestazione c’è la decisione di riaprire il padiglione della Russia, escluso dal 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina, scelta che violerebbe il regolamento europeo sulle sanzioni contro Mosca, in quanto la partecipazione sarebbe finanziata dal governo russo.

Per la Commissione, questa scelta potrebbe offrire alla Russia un’occasione per rivendicare una forma di legittimazione internazionale.

Lettera alla Biennale

La notizia è emersa attraverso una lettera inviata dalla Commissione al presidente della Fondazione Biennale, Pietrangelo Buttafuoco.

“Posso confermare che l’Agenzia esecutiva per l’istruzione e la cultura (Eacea) ha inviato una lettera per informare la Fondazione La Biennale di Venezia della nostra intenzione di sospendere o revocare una sovvenzione in corso pari a 2 milioni di euro” ha riferito all’Ansa il portavoce della Commissione Ue Thomas Regnier.

Nel documento viene formalizzata l’apertura della procedura e si chiede all’ente di fornire chiarimenti o modificare la decisione entro 30 giorni. Sul tavolo ci sono finanziamenti europei pari a circa 2 milioni di euro, previsti per il triennio 2025-2028.

La revoca o sospensione rappresenterebbe un colpo significativo per l’organizzazione dell’evento.

Reazioni

La decisione della Biennale aveva già suscitato forti critiche a livello europeo: la maggioranza dei Paesi membri aveva firmato una lettera di protesta contro la riapertura del padiglione russo.

Anche il ministro della Cultura italiano, Alessandro Giuli, si era espresso contrario alla scelta, sottolineando però l’autonomia decisionale della Biennale.

I prossimi sviluppi

La Fondazione Biennale ha ora un mese di tempo per rispondere alla Commissione europea e cercare di evitare la perdita dei finanziamenti.

La vicenda resta aperta e potrebbe avere ripercussioni sia sul piano culturale che su quello politico internazionale.