Mercoledì 25 marzo 2026, nello stabilimento Peg Perego di San Donà di Piave, si è svolto un confronto tra azienda, rappresentanze sindacali Fim-Cisl e Fiom-Cgil di Venezia, RSU e Confindustria. Al centro del tavolo la proroga del contratto di solidarietà e l’aggiornamento sulla situazione produttiva (in copertina: immagine Fim-Cisl).
Proroga degli ammortizzatori
Al termine dell’incontro è stato rinnovato il contratto di solidarietà, che entrerà in vigore il 1° aprile 2026 e resterà attivo fino al 22 settembre 2026. Una misura che garantisce ancora poco meno di sei mesi di ammortizzatori sociali per i lavoratori dello stabilimento.
Durante il confronto, le organizzazioni sindacali hanno chiesto garanzie sulla permanenza delle linee di montaggio a San Donà.

La risposta dell’azienda ha però confermato l’intenzione di trasferirle nello stabilimento di Arcore (Monza Brianza, Lombardia), senza indicare tempistiche precise ma ipotizzando che il passaggio possa avvenire durante il periodo di solidarietà.
Esuberi dichiarati
La situazione occupazionale resta critica: l’azienda ha indicato un esubero di 45 lavoratori su un totale di 57 attualmente impiegati nel sito. Un dato che alimenta le preoccupazioni sul futuro dello stabilimento.
I sindacati hanno inoltre segnalato condizioni problematiche all’interno della struttura, sottolineando che da circa due mesi i lavoratori sarebbero privi di acqua. Una situazione definita non più sostenibile e che richiede un intervento immediato.
L’azienda ha comunicato di aver individuato un advisor incaricato di elaborare un progetto di reindustrializzazione. Il piano dovrebbe essere presentato il 9 aprile al Ministero, passaggio che sarà monitorato attentamente dalle rappresentanze dei lavoratori.
Stato di agitazione
Resta attivo lo stato di agitazione proclamato dai sindacati. È stato già indetto uno sciopero per lunedì 30 marzo 2026, dalle 10 alle 12, con un corteo dei lavoratori e presidio finale davanti al Comune di San Donà di Piave. L’obiettivo è richiamare l’attenzione delle istituzioni e chiedere risposte concrete sulla vertenza.