Il cordoglio

Morte Umberto Bossi, Zaia: “Vero leone che ha cambiato la politica italiana”. Stefani: “Visionario e leader”

Il fondatore della Lega si è spento giovedì 19 marzo 2026 all'età di 84 anni

Morte Umberto Bossi, Zaia: “Vero leone che ha cambiato la politica italiana”. Stefani: “Visionario e leader”

Nella serata di giovedì 20 marzo 2026 è arrivata la notizia della morte di Umberto Bossi, che si è spento nella residenza di Gemonio a Varese (Lombardia) all’età di 84 anni.

La carriera politica di Bossi

Il percorso di Bossi inizia ufficialmente il 12 aprile 1984 con la fondazione della Lega Autonomista Lombarda. Il segretario trasforma il malcontento territoriale in un progetto politico strutturato.

Nel 1987 ottiene l’elezione al Senato, evento che gli vale il soprannome storico di “Senatùr”, unico rappresentante del movimento in un’aula allora dominata dai partiti tradizionali.

Nel 1991, l’esponente politico coordina la fusione delle varie sigle autonomiste regionali, dando vita alla Lega Nord, soggetto capace di intercettare il consenso della piccola e media impresa del Settentrione durante il periodo di Tangentopoli.

Umberto Bossi

Il sodalizio con Silvio Berlusconi segna l’ingresso del movimento nelle istituzioni nazionali. Bossi ricopre il ruolo di Ministro per le Riforme Istituzionali e la Devoluzione, lavorando a progetti di legge mirati al trasferimento di competenze dallo Stato alle Regioni. Nonostante le spinte verso la secessione della Padania, culminate con la dichiarazione simbolica di Venezia nel 1996, la sua azione politica si concentra successivamente sulla riforma in senso federalista della Costituzione.

L’attività del parlamentare subisce un brusco rallentamento nel 2004, a causa di un grave ictus che lo colpisce improvvisamente. Nonostante la malattia, il fondatore mantiene la guida del partito fino al 2012, anno in cui rassegna le dimissioni da segretario federale.

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Il ricordo di Zaia e Stefani

Appena appresa la notizia, il Presidente del Consiglio Regionale del Veneto, ex governatore, Luca Zaia, ha affidato ai social un ricordo dell'amicizia con Umberto Bossi:

"Oggi perdiamo un grande leader. Un vecchio leone che ha cambiato la politica italiana. Umberto Bossi ha saputo trasformare un’idea in un popolo, una battaglia in coscienza collettiva. Ha fatto entrare nei palazzi le istanze di territori dimenticati. Abbiamo condiviso anni intensi, anche al Governo. Momenti che non si dimenticano. A lui mi legano rispetto, amicizia, gratitudine. E oggi, soprattutto, un grande dolore. Ciao Umberto. Non ti dimenticheremo".

Anche l'attuale Presidente del Veneto, Alberto Stefani, anch'egli leghista, ha voluto ricordare il senatur con queste parole:

"Con profondo dolore ho appreso della scomparsa di Umberto Bossi, fondatore e anima della Lega, uomo che ha saputo interpretare come pochi l’identità e le aspirazioni dei nostri territori. Bossi è stato un visionario: ha creduto con forza, quando pochi lo facevano, in un’Italia fondata sull’autonomia, sul federalismo, sull'identità e sul rispetto delle comunità locali. Se la politica ha dovuto affrontare una ‘questione settentrionale’, in buona parte è stato merito della voce roca di Umberto che ne è stato il megafono. Se oggi in Italia c’è una coscienza federalista diffusa, a cominciare da quella che si identifica nell’autonomia differenziata, è merito dell’impegno di chi come Bossi ha visto più lontano di altri”.

Umberto era un guerriero di razza, un sognatore che come nessun altro già negli anni '80 ha imposto i temi del Nord. A questo Nord ha dato finalmente voce e ha costruito, con Bobo Maroni e pochi coraggiosi, un Movimento capace di trasformare quelle istanze in battaglie politiche concrete, cambiando per sempre il dibattito istituzionale del nostro Paese. Ci eravamo sentiti a Natale, per gli auguri e uno scambio di regali. Il suo ultimo gesto di generosità nei miei confronti, insieme ad un incoraggiamento, è stato il dono di un quadro.

Ricordo come se fosse ieri il nostro primo incontro: era accaduto al primo comizio a cui partecipavo da ragazzo. La sua determinazione, il suo coraggio e la sua capacità di parlare direttamente alla gente erano e restano un esempio per tutti noi che oggi amministriamo seguendo quelle idee che, come diceva sempre, camminano sulle gambe degli uomini. Di certo ha sempre impiegato ogni sua forza per interpretare la volontà degli elettori in cui vedeva quel popolo a cui sentiva visceralmente di appartenere.

Oggi perdiamo un leader, ma il suo insegnamento continuerà a vivere nelle nostre idee e nel nostro impegno quotidiano per un’Italia più autonoma, più giusta e più vicina ai cittadini. Alla sua famiglia, ai suoi affetti e a tutta la comunità che ha ispirato va il mio più sincero cordoglio".