Su delega della Procura della Repubblica di Venezia, nel pomeriggio di venerdì 13 marzo 2026, nel Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Milano-Crescenzago, i Carabinieri della Compagnia di Venezia hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale locale, a carico di un 40enne tunisino, senza fissa dimora, presunto responsabile di rapina aggravata, furto aggravato, ricettazione e indebito utilizzo di strumenti di pagamento commessi, a vari titolo, dall’agosto 2025 al al febbraio 2026 nell’isola del Lido di Venezia e nel centro storico veneziano.
Tutti i reati commessi
Come riferito dalla nota stampa diffusa giovedì 19 marzo 2026 dai Carabinieri tramite il loro canale ufficiale, l’indagine, condotta con metodi tradizionali e analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza, ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dello straniero.
Nello specifico, all’indagato sono state contestate due rapine avvenute a gennaio e febbraio scorso in altrettanti esercizi commerciali del centro storico lagunare.
Nella prima circostanza lo straniero, con volto parzialmente coperto con un cappello, ha minacciato con un coltello la commessa del locale per farsi consegnare 140 euro dalla cassa.
Nel secondo episodio, dopo aver sottratto 750 euro dalla cassa, è stato sorpreso dal titolare che ha minacciato con un coltello da cucina, prelevato nel locale, per guadagnarsi la fuga.
Inoltre, nel dicembre scorso, all’interno di una sala scommesse del Lido di Venezia, l’indagato ha approfittato di una momentanea assenza del personale e sottratto la somma di 2.250 euro dalla cassa.
Infine, tra lo scorso agosto e settembre, ha ricevuto alcune carte di debito e prepagate oggetto di furto che ha indebitamente utilizzato per effettuare pagamenti di piccoli importi presso degli esercizi commerciali del Lido di Venezia.
Il provvedimento
Alla luce della gravità dei fatti emersi e al fine di applicare un’efficace misura cautelare per prevenire la reiterazione del reato da parte dell’indagato, che risulta irregolare sul territorio nazionale e sprovvisto di fonti di reddito lecite, è stato emesso un provvedimento restrittivo da parte dell’Autorità Giudiziaria, notificato al 40enne al Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Milano-Crescenzago dove era in attesa di espulsione, dal quale è stato condotto nella Casa Circondariale “San Vittore” di Milano.
Il procedimento penale non risulta concluso e la colpevolezza del soggetto dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile.