Giovedì 19 marzo 2026, ai Giardini della Biennale di Venezia, è stato inaugurato il Padiglione Centrale al termine dei lavori di riqualificazione finanziati dal Ministero della Cultura nell’ambito del Piano Nazionale Complementare (PNC) al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L’intervento, realizzato in 16 mesi, ha ridefinito gli spazi espositivi con un approccio integrato tra architettura, struttura e impianti, introducendo criteri di sostenibilità in ogni componente.
Assente alla presentazione il ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Biennale taglio del nastro del Padiglione centrale
Il progetto è stato seguito dagli uffici della Biennale di Venezia e sviluppato da un gruppo di professionisti composto da BUROMILAN, Labics, dall’architetto Fabio Fumagalli, ia2, dal geologo Francesco Aucone, dall’ingegnere Massimiliano Milan e da Setten Genesio.
L’intervento rientra nel programma “Grandi Attrattori Beni Culturali” del Ministero della Cultura e nel piano di rafforzamento delle infrastrutture culturali della Fondazione. La riqualificazione ha puntato sul riuso degli spazi come elemento progettuale, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze contemporanee senza ricorrere a soluzioni conservative.

Il Padiglione si configura ora come un sistema in cui le diverse componenti dialogano in modo coordinato, con una particolare attenzione all’efficienza e alla funzionalità degli ambienti espositivi.
“Desidero ringraziare tutti i soggetti coinvolti: la Biennale di Venezia, gli uffici del Comune, la Soprintendenza e i tecnici e le imprese che hanno lavorato con competenza e determinazione, rispettando tempi e obiettivi”, ha dichiarato il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro.

Il primo cittadino ha aggiunto: “Il nuovo Padiglione Centrale non è un semplice restauro, ma una scelta precisa di qualità, funzionalità e apertura. Restituiamo alla città e al mondo uno spazio simbolo della Biennale, rendendolo più ordinato, più contemporaneo e più accogliente”.
Brugnaro ha infine sottolineato che si tratta di “un lavoro corale tra istituzioni, tecnici, imprese e uffici, inserito in un disegno più ampio che rafforza Venezia come capitale internazionale della cultura e luogo sempre più accessibile a cittadini, giovani e famiglie”.
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Ma il ministro Giuli non c’è
Assente all’inaugurazione il ministro Giuli, in rappresentanza ha partecipato il vice capo di Gabinetto, dottor Valerio Sarcone, come comunicato in una nota ufficiale del dicastero.
“Si rende noto che all’inaugurazione del Padiglione Centrale ai Giardini della Biennale di Venezia, riqualificato grazie ai finanziamenti stanziati dal Ministero della Cultura nell’ambito del Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari (PNC) al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), parteciperà il Vice Capo di Gabinetto, dott. Valerio Sarcone, in rappresentanza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.”
Presenti Zaia e Stefani
All’inaugurazione erano invece presenti il Governatore Alberto Stefani e il Presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia, che sui social hanno espresso il proprio sostegno al presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco.
“Lo scopo dell’arte è porre domande, non dare risposte. La sua espressione sia un’occasione per favorire il dialogo, non per alimentare conflitti.
Con questo auspicio ho partecipato, insieme al presidente Buttafuoco, all’inaugurazione del padiglione centrale presso la Biennale di Venezia. Una città che, storicamente, è luogo di scambi, di libertà e di pace”, ha scritto Stefani su Facebook.
“La Biennale si faccia promotrice di uno statement di pace: un documento sottoscritto dagli artisti che riaffermi il rifiuto della guerra e valorizzi la diplomazia culturale come alternativa ai conflitti. Un gesto concreto e forte, all’altezza del tempo che stiamo vivendo e della vocazione universale di Venezia.
Con 99 Paesi coinvolti, la Biennale rappresenta uno dei più importanti luoghi di incontro tra culture e nazioni. Proprio per questo può e deve farsi portavoce di un messaggio condiviso, capace di unire le differenze nel segno del dialogo e della pace.
Un ringraziamento al Presidente Pietrangelo Buttafuoco e alla governance della Biennale: è fondamentale continuare a difenderne il ruolo di spazio aperto al confronto internazionale. Venezia deve tornare a parlare al mondo, con la forza del dialogo”, ha commentato Zaia.
Le tensioni sulla partecipazione della Russia
L’assenza del ministro arriva dopo giorni di polemiche tra Alessandro Giuli e Pietrangelo Buttafuoco. Al centro del confronto la partecipazione della Russia alla manifestazione con un proprio padiglione.
Nel 2022, dopo l’invasione dell’Ucraina, la Biennale aveva escluso ogni forma di collaborazione con soggetti legati al governo russo, rifiutando la presenza di delegazioni ufficiali. Quest’anno il presidente Pietrangelo Buttafuoco ha annunciato l’intenzione di riaprire all’arte russa, prevedendo uno spazio dedicato a esponenti dissidenti. Una scelta che ha trovato la contrarietà del ministro Alessandro Giuli.
Il 12 marzo il titolare del dicastero ha chiesto alla rappresentante del Ministero nel consiglio di amministrazione della Biennale, Tamara Gregoretti, di rimettere il proprio mandato, ritenendo venuto meno il rapporto di fiducia.
Secondo quanto comunicato dal Ministero, Tamara Gregoretti non avrebbe informato preventivamente sulla possibile presenza della Federazione Russa né sul proprio orientamento favorevole, nonostante la rilevanza internazionale della questione.