Il sinistro si è verificato nella mattinata di venerdì 6 marzo 2026, poco dopo le 11, all’interno di un cantiere edile a Caorle (in copertina: immagine di repertorio).
Operaio colpito alla testa da un tubo metallico a Caorle
Secondo le prime ricostruzioni, un componente metallico si è staccato a un’altezza compresa tra i 7 e gli 8 metri, colpendo violentemente in testa il lavoratore impegnato nelle attività di terra. L’impatto è stato molto forte e ha reso necessario l’intervento immediato dei soccorritori del Suem 118.
Data la gravità delle lesioni riportate, la centrale operativa ha inviato sul posto l’elicottero sanitario per velocizzare le operazioni di trasporto. Il ferito, sui cinquant’anni, è stato stabilizzato dal personale medico e trasferito d’urgenza all’ospedale dell’Angelo di Mestre.
Il paziente si trova attualmente ricoverato in prognosi riservata. Sul luogo dell’evento sono intervenuti i tecnici dello Spisal dell’Ulss 4 per i rilievi di competenza e i Carabinieri della Compagnia di Portogruaro per coordinare le indagini sulla dinamica e sulla sicurezza del sito.
La denuncia dei sindacati
In merito all’accaduto, il segretario della Cisl di Venezia, Dario De Rossi, ha espresso preoccupazione per la frequenza degli infortuni nel settore:
“Oramai ci troviamo nelle condizioni, ogni giorno, di verificare il bollettino e, purtroppo, nel complesso la situazione è intollerabile. Auguriamo all’operaio ferito di ristabilirsi. Come Cisl di Venezia, serve che tutti i protocolli siano rispettati, perché la sicurezza sul lavoro non può essere solo uno slogan ma deve tradursi in fatti concreti.
Le parti in causa devono fare la propria parte: dagli imprenditori ai committenti, dalle istituzioni ai sindacati sino agli enti di formazione del settore, allo Spisal e all’Ispettorato del lavoro per concentrarsi e pretendere un costante impegno sull’applicazione delle normative sulla salute e sicurezza. Inoltre, e non ci stancheremo mai di dirlo, serve diffondere la cultura della prevenzione e la guardia non si deve abbassare. Anzi”
Scia di incidenti in Veneto in pochi giorni: due vittime
Una serie di incidenti mortali ha colpito il territorio regionale nella prima settimana di marzo 2026.
Il primo drammatico evento si è verificato a Tezze sul Brenta (Vicenza) nella notte tra l’1 e il 2 marzo 2026, dove una 43enne titolare di una ditta di autotrasporti ha perso la vita schiacciata dalla motrice del proprio camion durante un tentativo di riparazione dei freni.
Martedì 4 marzo, a Saonara (Padova), un installatore di 51 anni è deceduto dopo essere precipitato da un tetto da un’altezza di sei metri mentre montava pannelli fotovoltaici.
La scia di incidenti è proseguita giovedì 5 marzo 2026 a Candiana (Padova). Un 25enne di nazionalità marocchina è caduto dal tetto di un capannone da circa dieci metri d’altezza mentre eseguiva rifiniture sui lucernai; il giovane è stato ricoverato in condizioni critiche.
Nella mattinata di venerdì 6 marzo, a San Vito di Cadore (Belluno), un altro lavoratore è rimasto ferito dopo essere scivolato lungo un argine in un cantiere stradale sulla Statale 51 di Alemagna, compiendo un volo di tre metri che ha richiesto il trasporto in elicottero a Belluno.