Lo stallo

Superjet International ferma da 4 anni: tavolo di crisi per salvare azienda e 110 posti di lavoro

L'Azienda è di proprietà russa e dall'inizio della guerra in Ucraina è stata colpita dalle sanzioni

Superjet International ferma da 4 anni: tavolo di crisi per salvare azienda e 110 posti di lavoro

Nella giornata di giovedì 5 marzo 2026, si è tenuto un tavolo di crisi regionale per affrontare la situazione che sta vivendo Superjet International a Tessera di Venezia.

Superjet International ferma da 4 anni

È ormai da quattro anni che l’azienda è bloccata poiché di proprietà russa. In particolare, il 10% delle azioni sono in mano a Leonardo, ma il restante 90% appartiene a Sukhoi. È proprio dall’inizio della guerra in Ucraina e le conseguenti sanzioni applicate alla Russia, che la Superjet International può fare solo manutenzione mentre gli aerei rimangono chiusi in un capannone.

Sono le stesse sanzioni che impediscono la vendita di quattro aeromobili che permetterebbero all’azienda di tirare un sospiro di sollievo. Infatti, l’unico problema è che le certificazioni di volo per i Sukhoi Superjet 100 sono state sospese in Europa, non permettendo il passaggio di proprietà.

superjet
Sukhoi Superjet 100

La vendita degli aeroplani permetterebbe alla Superjet International di tornare ad allestire e commercializzare gli aeromobili impiegati nelle tratte regionali. Tuttavia, per far ciò è necessaria la liquidità, che al momento non c’è visto che gli stipendi di marzo saranno versati senza problemi, ma già quelli di aprile potrebbero riscontrare dei problemi.

110 dipendenti a rischio

Per questo motivo l’azienda spera nel rilascio delle certificazioni di volo o, nell’attesa che ciò avvenga, di un versamento di 6 milioni di euro. A suo carico, infatti, la Superjet ha ben 110 dipendenti che rischiano di rimanere senza lavoro se gli asset della società rimanessero bloccati. I lavoratori, stanchi della situazione, hanno organizzato anche un presidio contemporaneamente all’incontro.

Giorgio Malachini, operaio strutturista, ha sottolineato ai microfoni del Tgr:

“Sappiamo che abbiamo dei velivoli che potremmo vendere, perché lo sa benissimo, lo sappiamo tutti, però non li fanno vendere per cui noi ci troviamo in una situazione paradossale, cioè abbiamo da poter lavorare, ma non ci fanno lavorare”.

Una possibile soluzione è che li assuma Leonardo, ma come ha sottolineato l’Assessore allo Sviluppo Economico – Ricerca e Innovazione e Attrazione Investimenti, Massimo Bitonci, il comparto aerospaziale è di notevole rilievo.

In particolare, l’Assessore ha sottolineato:

“Superjet International si trova in una fase critica perché le azioni, di proprietà russa, restano ‘congelate’ dal Demanio, così come sono bloccate molte licenze e autorizzazioni, con un effetto di forte limitazione dell’operatività. Il Demanio, tuttavia, per preservare la continuità aziendale, dovrebbe erogare un finanziamento previsto per legge in situazioni analoghe, ma che in questo caso specifico risulta ancora bloccato.

Rispetto al tavolo regionale del mese scorso, la principale novità risiede nel fatto che, in esito alle interlocuzioni intervenute, il prossimo 11 marzo l’azienda incontrerà il Comitato di Sicurezza Finanziaria insieme al Demanio, proprio per chiarire la propria posizione. In quell’occasione saranno proposte anche ulteriori rassicurazioni sui termini della restituzione del finanziamento, dato che l’erogazione della somma richiesta dall’azienda consentirebbe di riportare i conti in equilibrio, ma anche di sbloccare la vendita degli aeromobili attualmente detenuti.

Come Regione del Veneto sottolineiamo che la situazione di Superjet International va inquadrata nel contesto produttivo di eccellenza delle costruzioni aeronavali di Venezia-Tessera, che consideriamo un polo industriale strategico per il nostro territorio. Rispetto a questo comparto, riteniamo che sia fondamentale sviluppare progetti e attività produttive ad alto valore aggiunto evitando, nel contempo, di arretrare rispetto alle realtà già presenti e operative”.

La buona notizia è che dopo quattro anni avverrà un incontro tra l’azienda e il Comitato di sicurezza finanziaria. Infatti, senza l’autorizzazione del Comitato, il Demanio non può versare i 6 milioni di euro che permetterebbero alla società di riprendersi.

In conclusione, l’Assessore Bitonci ha affermato:

“Nei prossimi giorni continueremo ad interloquire con le Parti e con le altre istituzioni interessate dalla vicenda e il prossimo incontro in sede regionale sarà programmato a valle della riunione dell’11 marzo”.