Dramma dietro le sbarre

Detenuta 32enne si toglie la vita nel carcere della Giudecca

L'ottavo decesso autoinflitto negli istituti penitenziari dall'inizio dell'anno riaccende il dibattito sulle condizioni dei reclusi

Detenuta 32enne si toglie la vita nel carcere della Giudecca

Nella notte tra il 14 e il 15 febbraio 2026, una 32enne di origini venete, si è tolta la vita impiccandosi all’interno della propria cella alla casa circondariale femminile della Giudecca a Venezia.

Nonostante il tempestivo intervento e il trasporto d’urgenza in ospedale da parte del personale del 118, la giovane è deceduta poco dopo l’arrivo nella struttura sanitaria. La vittima, con un passato segnato dalla tossicodipendenza, risultava inserita in un percorso di reinserimento lavorativo.

I numeri dell’emergenza carceraria nel 2026

La notizia è stata diffusa da Gennarino De Fazio, segretario della UILPA Polizia Penitenziaria. Si tratta dell’ottavo suicidio registrato nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno, un’emergenza che ha già toccato da vicino il territorio veneto con i recenti drammi avvenuti a Padova, dove un settantaquattrenne e un secondo detenuto si sono tolti la vita nel giro di sole 36 ore presso la casa di reclusione Due Palazzi.

“Il sistema attuale non si limita a privare della libertà, ma finisce spesso per annullare ogni prospettiva futura per chi è ristretto”

Ha dichiarato il rappresentante sindacale, evidenziando la gravità di una crisi che appare sistemica.

I dati forniti dal sindacato descrivono una situazione di forte pressione: negli istituti italiani si contano circa 18 mila reclusi oltre la capienza regolamentare. Parallelamente, la Polizia Penitenziaria registra una carenza di circa 20 mila unità rispetto al fabbisogno necessario per garantire la sicurezza e l’assistenza. Il sovraffollamento e la scarsità di personale rendono complesso il monitoraggio costante dei soggetti a rischio.

Le riforme richieste dalla UILPA

Per arginare la serie di decessi, la sigla sindacale sollecita un decreto carceri volto a una riforma strutturale del comparto. Le priorità indicate riguardano la deflazione della densità detentiva, il potenziamento degli organici e il miglioramento dell’assistenza sanitaria interna.

De Fazio ha ribadito la necessità di interventi immediati per l’ammodernamento delle strutture, definendo indispensabile un cambio di rotta rispetto alle attuali politiche di gestione penitenziaria.