I Finanzieri del Comando Provinciale di Venezia, in collaborazione con i Funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), nell’ambito delle attività di vigilanza sulle merci in arrivo nel porto lagunare, soggette a particolari restrizioni ambientali, hanno sequestrato in due distinti servizi oltre 24.000 kg. di gas refrigerante di contrabbando, contenuto in 1.400 bombole, per un valore commerciale complessivamente stimato pari a circa 465.000 euro, introdotto irregolarmente nel territorio dell’Unione Europea, in violazione al Regolamento (UE) 2024/573.
Il motivo del sequestro
Come riferito dalla nota diffusa dalla Guardia di Finanza di Venezia tramite il suo canale ufficiale nella giornata di lunedì 16 febbraio 2026, i carichi di gas refrigerante, del tipo R134A e R410A, appartenente alla categoria dei gas fluorurati, sostanze soggette a rigorosi vincoli normativi in materia di importazione e tutela ambientale, riportavano una etichettatura non conforme in quanto sprovvista degli elementi obbligatori.
Le successive attività di indagine hanno consentito di riscontrare l’origine extra unionale della merce e l’assenza di idonea documentazione doganale. Quantificati i diritti di confine evasi, il prodotto è stato sequestrato, segnalando all’Autorità Giudiziaria due responsabili.
“L’operazione conferma l’efficacia della cooperazione operativa tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel contrasto ai traffici illeciti e nella protezione dell’ambiente, del mercato e dei consumatori” conclude la nota delle Fiamme Gialle.
Il procedimento penale non risulta concluso e la colpevolezza dei soggetti dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile.
“Un plauso alla Guardia di Finanza e un appello agli imprenditori: evitare il gas di contrabbando”.
Così il Presidente di Confapi Venezia, Marco Zecchinel e il Direttore di Assofrigoristi, Marco Oldrati, commentano l’ultima operazione dei Finanzieri del Comando Provinciale di Venezia.

“Questo – spiegano Marco Zecchinel e Marco Oldrati – è un fenomeno su cui da tempo auspichiamo attenzione e controlli da parte delle autorità competenti. La Guardia di Finanza di Venezia, a cui va il nostro plauso, ha portato a termine un’attività estremamente importante data la portata dei sequestri e un controvalore di quasi mezzo milione di euro. Qualche tempo fa un ulteriore sequestro vi era stato al casello autostradale di Roncade, nel Trevigiano, mentre questa volta al Porto di Venezia, sintomo di come siano molteplici le possibilità di ingresso del gas illegale a Nordest. Ricordiamo che, da nostre stime, i gas refrigeranti immessi in modo irregolare o illegale sul mercato italiano equivalgono quasi al 50% dell’ammontare del prodotto disponibile.

Stiamo parlando di 1 milione e 250mila kg di gas refrigerante non conforme. Per questo – aggiungono ancora Zecchinel e Oldrati – invitiamo tutti a non abbassare la guardia: da un lato le Forze dell’Ordine e dall’altra gli imprenditori, a cui sconsigliamo l’acquisto di gas di contrabbando. Da un lato poiché si favorisce chi opera in un regime di concorrenza sleale e dall’altro per le gravi conseguenze da un punto di vista ambientale, senza dimenticare i rischi per la sicurezza di chi opera con gas non certificati e non conformi su impianti e macchine per la refrigerazione e la climatizzazione; rischi che si ripercuotono sugli utenti finali, cioè i cittadini”.