Tragedia bus

Risarcimento da 7,5 milioni di euro per le vittime dell’incidente del bus a Mestre

Conclusi gli indennizzi per i familiari assistiti da Giesse dopo la strage del 3 ottobre 2023

Risarcimento da 7,5 milioni di euro per le vittime dell’incidente del bus a Mestre

Le famiglie delle persone assistite dal gruppo Giesse hanno ottenuto un risarcimento complessivo di circa 7,5 milioni di euro. La somma riguarda i nuclei familiari coinvolti nel sinistro del 3 ottobre 2023, quando un autobus precipitò dal cavalcavia Rizzardi a Mestre, causando 22 decessi e 15 feriti.

Foto dell’incidente

La definizione dei rimborsi chiude la fase stragiudiziale per un gruppo di assistiti che comprende tre superstiti e i congiunti di otto persone decedute nel disastro.

La testimonianza dei sopravvissuti ucraini

Natalia Lomakina, 42enne ucraina, ha perso la figlia decenne Daria e il suocero nel crollo. La cittadina era giunta in Italia con il consorte Oleksandr Lomakin per sfuggire al conflitto bellico nel proprio Paese.

“Per noi si chiude solo un aspetto della vicenda, quello risarcitorio”, , “la tragedia di Mestre è purtroppo un capitolo ancora aperto, un ricordo doloroso che non ci abbandona mai”.

Dichiara la quarantenne. La superstite sottolinea come il viaggio dovesse rappresentare una tregua dalle violenze belliche:

“Pensavo che l’incubo peggiore fosse la guerra: mi sbagliavo. La nostra vita si è fermata quel 3 ottobre 2023, insieme ai nostri sogni, le nostre speranze, i nostri progetti”.

Una delle famiglie risarcite

La coniuge ha espresso gratitudine per il supporto ricevuto nella gestione delle procedure burocratiche e linguistiche in un momento di totale incapacità d’agire dovuta al lutto.

Il bilancio dell’assistenza professionale

Massimo Gottardo, referente di Giesse, ha coordinato l’assistenza per i casi legati alla strage. Tra le storie seguite figura quella di Kateryna Morozova, unica superstite di un nucleo familiare che comprendeva i genitori Tetiana e Serhii e la figlia dodicenne Anastasia.

“Kateryna è stata l’unica a salvarsi. In un attimo ha perso il suo passato, le sue radici, e il suo futuro, quindi le sue speranze”

Spiega Gottardo. Il referente ha inoltre gestito la pratica relativa a tre amiche trentenni originarie del Donbas, Iryna Pashchenko, Liubov Shyshkarova e Yuliia Niemova, che si erano ritrovate a Venezia dopo anni di separazione per una vacanza in Italia. Il gruppo stava tornando in albergo per recuperare i bagagli e proseguire verso Roma quando il bus è precipitato.

Impatto psicologico e traumi post-evento

A distanza di quasi due anni e mezzo dalla tragedia, i sopravvissuti manifestano ancora gravi traumi psicologici. Secondo quanto riportato dai consulenti, per molti risulta difficile frequentare luoghi affollati, utilizzare mezzi pubblici o udire le sirene dei soccorsi.

“Il carico emotivo è stato difficile da sostenere”

Conclude Gottardo, evidenziando come una delle madri assistite viva in uno stato di costante timore per l’incolumità dei figli superstiti.

Il gruppo Giesse Risarcimento Danni, attivo da trent’anni nella tutela dei danneggiati, ha inserito questa gestione tra i casi di rilevanza nazionale seguiti, come il crollo del ponte Morandi a Genova e il naufragio della Costa Concordia.