Lo studio

Tutela del delfino Mimmo nella Laguna di Venezia: avviato un piano di monitoraggio

Ricercatori padovani e istituzioni locali studiano il mammifero nel bacino di San Marco

Tutela del delfino Mimmo nella Laguna di Venezia: avviato un piano di monitoraggio

Un team specializzato dell’Università di Padova ha avviato un piano di osservazione sistematica per garantire la tutela di Mimmo, l’esemplare di tursiope stabilmente presente nelle acque veneziane dall’estate scorsa. L’obiettivo primario è monitorare lo stato di salute dell’animale in un contesto caratterizzato da un’elevata densità di traffico acqueo.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Cert (Cetacean Emergency Response Team) dell’ateneo patavino, il Comune di Venezia e la Fondazione Musei Civici, attraverso il Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue.

Protocollo di osservazione e identificazione tramite pinna dorsale

Le attività di monitoraggio, iniziate a fine gennaio, prevedono uscite settimanali della durata di circa due ore.

Impronta digitale sulla pinna dorsaleDurante queste sessioni, gli esperti documentano i comportamenti del mammifero attraverso riprese video e rilievi fotografici della pinna dorsale.

Quest’ultima funge da vera e propria impronta digitale, permettendo l’identificazione univoca dell’esemplare. I dati raccolti serviranno a comprendere come il cetaceo interagisca con l’ecosistema lagunare e a prevenire potenziali rischi derivanti dalle collisioni con i natanti.

Nelle fasi iniziali, successivamente ai primi avvistamenti, una parte della cittadinanza aveva espresso preoccupazione per la permanenza prolungata del cetaceo in un habitat considerato non idoneo sul lungo periodo.

Tali timori avevano spinto le autorità a ipotizzare manovre di allontanamento assistito verso il mare aperto, temendo che l’esemplare potesse subire danni a causa del traffico navale o della scarsità di prede. Tuttavia, i tentativi di dissuasione si sono rivelati inefficaci: dopo brevi spostamenti verso le bocche di porto, il mammifero è sistematicamente ritornato nel Bacino di San Marco.

Analisi bioacustica e parametri vitali del mammifero

I primi rilievi effettuati dagli accademici confermano condizioni fisiche ottimali.

“La registrazione dei suoni emessi tramite idrofono conferma il buon senso di orientamento e l’attività di caccia”

Ha dichiarato Marco Bonato, ricercatore dell’Università di Padova.

Il monitoraggio acustico è fondamentale per valutare la capacità di Mimmo di procacciarsi cibo in autonomia. Le analisi hanno inoltre evidenziato che le ferite rilevate nei mesi scorsi sono rimarginate, escludendo la presenza attuale di indicatori di stress biologico o comportamentale.

Campagna di sensibilizzazione per la navigazione responsabile

A partire dalla prossima primavera, il progetto estenderà il raggio d’azione con iniziative di comunicazione rivolte a residenti, diportisti e turisti. Il piano prevede la diffusione di linee guida per una convivenza sicura tra le attività umane e la fauna selvatica.

Ai conducenti delle imbarcazioni sarà richiesto il rispetto di distanze minime e velocità ridotte per evitare impatti accidentali. La protezione del tursiope dipende direttamente dalla capacità dei guidatori di adottare comportamenti responsabili nelle zone frequentate dal mammifero.