Carabinieri

Nonostante i domiciliari, continua a minacciare la ex compagna

Si aggrava la posizione di un 40enne di Mirano: disposta la custodia cautelare in carcere

Nonostante i domiciliari, continua a minacciare la ex compagna

Nel pomeriggio di giovedì 5 febbraio 2026, a Mirano, i Carabinieri della Stazione locale, su delega della Procura della Repubblica di Venezia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 40enne del posto, emessa dal Gip del Tribunale di Venezia.

Domiciliari

Il provvedimento rappresenta un aggravamento degli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, misura a cui il 41enne era sottoposto dal 31 gennaio per presunte minacce gravi nei confronti dell’ex compagna. L’aggravamento è stato disposto per la trasgressione delle prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria.

La denuncia della vittima

L’indagine trae origine dalla denuncia-querela presentata dalla ex compagna nel mese di gennaio. La vittima ha riferito che, dalla fine della relazione nel 2021, il 40enne avrebbe messo in atto comportamenti minacciosi e intimidatori, più volte segnalati alle forze dell’ordine.

L’episodio più recente risalirebbe alla fine di gennaio, quando la ex avrebbe ricevuto numerosi messaggi, anche di morte. Tra questi, uno contenente l’immagine di un cappio accompagnata dalla scritta: “Ora mi uccido”.

Messaggi analoghi sarebbero stati inviati anche a un’altra donna, con cui il 40enne aveva intrapreso una relazione. Preoccupata per i presunti intenti suicidari, ha richiesto l’intervento dei Carabinieri, intervenuti tempestivamente.

Violazioni e danneggiamenti

Nonostante i domiciliari, il 40enne avrebbe evaso dalla misura cautelare per compiere ulteriori intimidazioni nei confronti dell’ex compagna e per danneggiare la sua autovettura, aggravando il quadro accusatorio.

Alla luce della reiterazione delle condotte minacciose e della ritenuta inadeguatezza delle misure precedenti, l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto necessario adottare una misura più restrittiva, al fine di prevenire nuovi episodi.

Conclusi gli adempimenti di rito, il 40enne è stato condotto nella Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Si precisa che il procedimento penale è in corso e che la responsabilità dell’indagato potrà essere accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.