Violenza di genere

Ha il braccialetto elettronico per maltrattamenti verso l’ex, continua a farlo scaricare per renderlo inefficace

Un bel sistema pe sottrarsi alle responsabilità, ma è stato prontamente "sgamato"

Ha il braccialetto elettronico per maltrattamenti verso l’ex, continua a farlo scaricare per renderlo inefficace

La Procura della Repubblica di Venezia, con una nota stampa, ha informato che sabato 17 gennaio 2026, la Polizia ha portato in carcere un 28enne ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia nei confronti dell’ex compagna.

La vicenda

Il 28enne, cui era già stato intimato un divieto di avvicinamento alla parte offesa con applicazione del braccialetto elettronico, evitava sistematicamente di caricare il dispositivo per renderlo inefficace.

La vittima segnala

A seguito della denuncia che lo scorso mese di ottobre la vittima aveva fatto, gli investigatori del Commissariato di P.S. di Mestre, specializzati nell’ambito della prevenzione e del contrasto della violenza di genere, hanno immediatamente avviato l’indagine, coordinati dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Venezia, fino a chiarire il quadro indiziario a suo carico.

Burrascoso rapporto

Il giovane, nell’arco dei quattro anni di relazione con la compagna con la quale aveva messo al mondo una bambina, avrebbe sottoposto a frequenti vessazioni fisiche e psicologiche la donna, seguitando a maltrattarla anche durante e dopo la gravidanza.

Ad acuire il disagio patito dalla donna anche il mancato sostegno economico, ancorché minimo.

Gli sviluppi giudiziari

In base a quanto verificato, l’Autorità Giudiziaria ne aveva disposto la misura di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla parte offesa, con applicazione del braccialetto elettronico.

I poliziotti del Commissariato di Mestre e della Squadra Volanti della Questura che continuavano a monitorare la difficile situazione familiare nell’interesse della donna, hanno potuto registrare i movimenti del nostro bell’imbusto evidenziando anche la volontà dell’uomo di non caricare adeguatamente il dispositivo di controllo, così da rendere impossibile il controllo previsto dalla misura cautelare.

Tanto va la gatta al lardo

Alla luce dei reiterati comportamenti “contra legem”, il Pubblico Ministero ha richiesto l’aggravamento della misura e il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto il carcere e la Polizia di Stato di Venezia ha provveduto sabato scorso 17 gennaio 2026.