Regione Veneto

Commercio, avviato il confronto con le categorie per la nuova legge regionale di settore

Bitonci: “Il commercio di vicinato è il futuro, se gli diamo gli strumenti giusti, ed è presidio di sicurezza”

Commercio, avviato il confronto con le categorie per la nuova legge regionale di settore

La Regione del Veneto ha diffuso un comunicato sull’incontro avviato tra le categorie economiche e l’Assessore Massimo Bitonci, avente per oggetto il percorso di riforma e rilancio del sistema commerciale regionale con una duplice azione: da un lato, una nuova proposta di legge sul commercio, dall’altro un piano strutturale di misure a sostegno del commercio di vicinato e dei centri storici.

I partecipanti

Al confronto sulla proposta che disciplinerà lo sviluppo e l’esercizio delle attività di commercio hanno partecipato i rappresentanti di ANCI e delle associazioni di categoria venete, delle imprese, degli enti locali e delle organizzazioni dei consumatori: Anva, Assopetroli, Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, FAIB, FIGISC, Federdistribuzione, Federmetano, Fenagi, Fipe, Fiva, GOIA Veneto e Fvg, Snag, Unem, Unioncamere Veneto.

Tutte le parti al tavolo regionale
Tutte le parti al tavolo regionale

L’intenzione

La proposta di legge, di iniziativa della Giunta regionale, aggiorna, riordina e raccoglie in un unico testo l’intera normativa regionale in materia di commercio, superando un quadro frammentato e in parte datato.

“Con questa proposta di legge – ha dichiarato Bitonci – semplifichiamo, aggiorniamo e rendiamo più competitivo il sistema commerciale veneto. Vogliamo una normativa chiara, che non rallenti chi investe ma che garantisca tempi certi, regole trasparenti e tutela del territorio. Il Veneto cresce se crescono le sue imprese, e questa riforma va esattamente in questa direzione”.

Dal punto di vista pratico

Il nuovo testo introduce un quadro normativo moderno e coerente, con l’obiettivo di sostenere la competitività delle imprese, tutelare la concorrenza e rafforzare la qualità dei servizi sul territorio. In particolare, la proposta di legge punta a salvaguardare la libertà d’impresa e la concorrenza, con regole uguali e trasparenti per tutti; rigenerare i centri storici e le aree urbane, valorizzando il commercio di vicinato e contrastando il consumo di suolo; rafforzare il ruolo delle piccole imprese, delle botteghe storiche e dei distretti del commercio come presidio economico e sociale; semplificare le procedure amministrative attraverso il procedimento unico SUAP, l’utilizzo di strumenti digitali e tempi certi; disciplinare medie e grandi strutture di vendita in coerenza con la pianificazione territoriale e i criteri di sostenibilità; accompagnare l’innovazione con norme dedicate a e-commerce, temporary store e nuove forme di vendita.

Inoltre

Accanto alla riforma normativa, l’assessore Bitonci ha annunciato anche l’avvio di un Piano regionale strutturale per la salvaguardia del commercio di vicinato e il rilancio dei centri storici, con l’obiettivo di contrastare la desertificazione commerciale e rafforzare l’economia urbana.

“Il piccolo commercio – ha sottolineato Bitonci – è un patrimonio identitario e sociale dei nostri territori. Difendere i negozi di vicinato significa difendere la vita dei centri storici, il lavoro artigiano, le relazioni umane e l’economia reale che tiene unite le nostre comunità. Senza considerare che il commercio di prossimità svolge nei nostri paesi un ruolo fondamentale anche dal punto di vista della sicurezza. Non si tratta perciò di interventi emergenziali, ma di una strategia strutturale”.

Sostegni

Nel 2026 sarà attivato un nuovo bando da 10 milioni di euro per i Distretti del Commercio, aperto sia ai nuovi distretti sia a quelli già riconosciuti, con particolare attenzione a quelli che non hanno beneficiato delle precedenti edizioni.

“Non vogliamo fermare l’e-commerce – ha concluso Bitonci – ma permettere ai nostri negozi di competere ad armi pari. Il commercio di vicinato non è passato: è futuro, se gli diamo gli strumenti giusti. Il Veneto è pronto a fare la sua parte”.

L’iter

Il testo della proposta di legge – avverte il comunicato dell’Amministrazione regionale – sarà ora condiviso con le associazioni rappresentative del commercio, dell’artigianato e dei consumatori, nonché con gli amministratori locali, per una legge costruita con il contributo dei territori.

Il tavolo per il riordino delle attività commerciali
Il tavolo per il riordino delle attività commerciali

Il percorso sarà affiancato dal Tavolo regionale sulla sburocratizzazione già convocato per il 26 gennaio 2026 e dall’istituzione di un Tavolo permanente di monitoraggio delle politiche per il commercio.