A Bruxelles, durante il Consiglio Europeo, migliaia di agricoltori sono scesi in piazza con i trattori per dire no alla riforma della Pac e all’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur. Alla mobilitazione ha aderito anche Coldiretti, con una delegazione di agricoltori e pescatori arrivata dal Veneto.
La mobilitazione e gli scontri davanti al Parlamento europeo
La protesta si è concentrata nel quartiere delle istituzioni europee, dove centinaia di trattori hanno bloccato la viabilità attorno agli edifici dell’Unione. In Place du Luxembourg, a pochi passi dal Parlamento europeo, si sono registrati momenti di forte tensione: dopo l’intervento degli idranti, alcuni manifestanti hanno lanciato contro la polizia patate, barbabietole, uova, pietre, bottiglie e petardi, mentre venivano incendiati copertoni.
Le forze dell’ordine hanno risposto con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua. Secondo la polizia, i partecipanti erano circa 7.300 e alcuni manifestanti sono rimasti feriti. Al centro della protesta la richiesta di più tutele per il settore agricolo e della pesca e il netto no ai tagli previsti nel prossimo piano finanziario.
Una posizione condivisa anche dagli operatori veneti di Coldiretti, presenti a Bruxelles per chiedere garanzie concrete su redditi, regole e competitività.
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“La Commissione sta proponendo tagli sostanziosi al reddito delle nostre aziende, sta chiedeendo un piano di riarmo, e sorprattutto accordi commerciali per noi svantaggiosi con i paesi dell’America Latina. Non è questa l’Europa che vogliamo, vogliamo un’Europa diversa, attenta alle esigenze delle nostre aziende”.
Dichiara durante la protesta Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto.
Pac e accordo UE-Mercosur: i nodi contestati
La mobilitazione è legata anche all’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur, firmato un anno fa e destinato a diventare il più grande mai concluso dall’UE per popolazione coinvolta e volume di scambi. Per entrare in vigore è necessario il voto favorevole del Consiglio dell’Unione Europea. Il tema, pur non essendo formalmente all’ordine del giorno, è destinato a emergere nel confronto tra i leader.

La Danimarca, che detiene la presidenza di turno del Consiglio UE, punta a ottenere un assenso politico prima del viaggio di Ursula von der Leyen in Brasile, previsto il 20 dicembre. Sul fronte opposto, alcuni Paesi, tra cui Francia e Italia, chiedono di rinviare il voto, temendo ripercussioni negative sui rispettivi comparti agricoli.
Uno dei punti chiave dell’intesa è l’eliminazione graduale di quasi tutti i dazi doganali e di parte delle differenze normative tra i due blocchi. L’Unione Europea mira ad ampliare l’accesso a un mercato molto vasto per prodotti come automobili, abbigliamento e vino, oltre a garantirsi l’approvvigionamento di materie prime strategiche come il litio. I Paesi del Mercosur puntano invece ad aumentare le esportazioni alimentari verso l’Europa.
Proprio qui si concentrano le critiche degli agricoltori europei, che denunciano il rischio di concorrenza sleale: standard di produzione meno severi consentirebbero ai produttori latinoamericani di praticare prezzi più bassi. Per attenuare le opposizioni, mercoledì l’Unione ha approvato alcune clausole di salvaguardia aggiuntive, ritenute però insufficienti dai manifestanti.