Nella giornata di martedì 25 novembre 2025, un 36enne in evidente stato di agitazione è stato inviato in ospedale dalla polizia ferroviaria di Venezia, ma, una volta arrivato, ha morso un infermiere.
Morso al braccio dal paziente
Il 36enne si trovava inizialmente alla stazione di Santa Lucia finché gli Agenti hanno notato il suo comportamento e lo hanno inviato all’Ospedale Santi Giovanni e Paolo per svolgere degli accertamenti. Il trasferimento in idroambulanza è andato bene e senza alcun tipo di problema.
Tuttavia, appena raggiunto il pronto soccorso, ha iniziato ad andare su tutte le furie, prendendosela con il personale sanitario e con l’attrezzatura medica. Infatti, come riporta Il Gazzettino, mentre un operatore sociosanitario provava a immobilizzarlo, con l’aiuto di una guardia giurata, è stato morso all’avambraccio.
L’aggressione ha costretto l’infermiere a farsi visitare e medicare, mentre il 36enne veniva trasferito al reparto di Psichiatria. Fortunatamente però, il taglio causato dal morso non ha richiesto punti di sutura, anche se lo ha costretto a diversi esami per analizzare la presenza di eventuali malattie o batteri.
Un problema sempre più comune
Purtroppo è un fenomeno sempre più comune, infatti, solo negli ultimi dieci giorni sono state segnalate ben 3 aggressioni nei confronti degli operatori sociosanitari del veneziano. È un fenomeno che purtroppo è in aumento e a cui non si riesce a trovare una soluzione efficace.
Di fatto, anche domenica 23 novembre un infermiere è stato aggredito mentre provava ad aiutare un paziente. In particolare, l’operatore sanitario è stato colpito al volto da due pugni da un adulto che era stato trovato incosciente in un parcheggio. L’aggressione è avvenuta mentre il paramedico stava provando a togliergli i vestiti fradici, scatenando così un attacco d’ira del soggetto nell’ambulatorio della Guardia Medica di Dolo.
Tra le proposte che aiuterebbero infermieri e medici, c’era il braccialetto antiaggressione, che attualmente è in prova in alcuni ospedali della Marca trevigiana. In particolare, si tratta di speciali “orologi” che permettono al personale sanitario di segnalare situazioni di pericolo e, nel caso in cui non facessero in tempo, analizzerebbe i movimenti anomali per inviare la segnalazione in maniera autonoma.