I rider di Deliveroo di Portogruaro sono in sciopero da una settimana, da lunedì 10 novembre 2025, per l’aumento del raggio di consegna.
Rider di Deliveroo in sciopero
In particolare, i lavoratori che consegnano il cibo su ordinazione dall’applicazione azzurra, lamentano che un raggio d’azione di 25 chilometri è esagerato per consegnare un panino o qualsiasi altra pietanza. Di fatto, non si parla di strada effettiva, ma di linea d’aria e quindi potrebbero essere costretti a percorrere ben di più, per non considerare che si considera solo il viaggio d’andata.
Inoltre, la paga non è proporzionata per i turni di lavoro e sicuramente non tiene in conto il rischio di percorrere le strade in bici, principalmente con il buio. Infatti, i riders lamentano anche turni di 12 ore, la maggior parte in bici.
Per di più, per molti è l’unico lavoro e quindi sono anche costretti ad aprire la partita Iva. Tanto è vero che un rider intervistato dal Tgr ha dichiarato che, dei 900 euro lordi mensili, ben 700 sono spesi in benzina e tasse. La maggior parte dei rider arrivano anche a percorrere fino a 5000 chilometri al mese.
Il problema che affligge i rider non è qualcosa di nuovo ma, non essendo cambiato nulla, hanno indetto uno sciopero. Di fatto, come riporta il NIdIL Cgil, i fattorini lavorano in una zona grigia, tra l’essere considerati dipendenti e lavoratori autonomi, ottenendo solo la parte peggiore delle due: gli obblighi del lavoratore autonomo e la dipendenza operativa da un’azienda, ma senza le garanzie di nessuna delle due forme contrattuali.
Il sindacato al fianco dei fattorini
Inoltre, come viene riportato nel comunicato del Cgil di Venezia, un rider afferma che arrivano ordini anche al di fuori dell’area di consegna.
Marco Dario, di NIdIL Cgil, ha sottolineato:
“È da maggio che denunciamo la situazione dei rider di Deliveroo del portogruarese: la zona è troppo estesa. Ad oggi il tragitto da un estremo all’altro supera i 20 km. Gli incentivi che vengono solitamente applicati sono troppo sporadici e perdipiù non tengono in considerazione le peculiarità dei territori provinciali”.
Ha voluto continuare evidenziando:
“La maggiorazione notturna, per esempio, non viene mai applicata, dal momento che le attività commerciali chiudono prima di mezzanotte. Di fronte ad una retribuzione media di 960 euro [lordi] al mese, se consideriamo la percorrenza mensile, di circa 5000 km, e le conseguenti spese di manutenzione dei mezzi, è evidente che l’attività non sia sostenibile”.
Tuttavia, dopo un iniziale interesse da parte dell’azienda, quando è arrivato il momento di fissare un incontro di confronto, non hanno più risposto. Per questo motivo, i rider continuano a scioperare.