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Crisi alla Fenice, voci di trasferimento per Colabianchi e Beatrice Venezi al Teatro Verdi di Trieste

Sembra che il capoluogo del Friuli Venezia Giulia sia pronto ad accoglierli, ma non è ancora arrivata una conferma

Crisi alla Fenice, voci di trasferimento per Colabianchi e Beatrice Venezi al Teatro Verdi di Trieste

Dopo la manifestazione che si è tenuta a Venezia nella giornata di lunedì 10 novembre 2025, sono iniziate a circolare delle voci su un possibile trasferimento del sovrintendente Nicola Colabianchi e del maestro Beatrice Venezi al Teatro Verdi di Trieste.

Voci di trasferimento per Colabianchi e Beatrice Venezi

La situazione al Teatro La Fenice non si è ancora risolta, anzi, sembra che sia stato raggiunto il punto di non ritorno. Di fatto, il corteo contro la nomina di Beatrice Venezi è stato supportato anche dalle orchestre de: la Scala di Milano, il Teatro Regio di Torino, il Comunale di Bologna, l’Arena di Verona e il Verdi di Trieste.

La manifestazione

Tuttavia, gli orchestrali triestini sono senza un sovrintendente da diversi mesi e, avendo già collaborato con la direttrice d’orchestra lucchese, potrebbe essere una possibilità. In particolare, il Verdi è dal 4 agosto che aspetta una nomina e, come ha affermato Mario Leotta della Fials Cisal al Corriere del Veneto, Venezi sarebbe un’ottima candidata.

Di fatto, come hanno ribadito più volte i musicisti veneziani, non è mai stata una questione di “antipatia”, ma non essendo stati consultati dal sovrintendente Colabianchi e non avendoci mai suonato insieme, non possono accettare la sua nomina.

I due teatri sono differenti, non solo sul piano economico, visto che la Fenice fattura circa 30 milioni all’anno e il Verdi 2, ma anche come rilevanza internazionale. Inoltre, come ha sottolineato lo stesso Leotta, Venezia ha sempre ospitato direttori d’orchestra di fama internazionale o con un curriculum notevole.

Nel frattempo però, Colabianchi ha smentito qualsiasi possibilità di un trasferimento a Trieste, mentre Beatrice Venezi non è ancora intervenuta, neanche per rispondere alle “accuse” dell’orchestra dall’inizio dello stato di agitazione.

Nicola Colabianchi

La lettera a Zaia

Visto che questa lotta tra orchestrali e direzione sembra sia in stallo, con entrambe le parti che non vogliono cedere, i musicisti veneziani hanno inviato una lettera a Luca Zaia, Presidente uscente della Regione Veneto, in un ultimo tentativo di raggiungere un confronto costruttivo.

Nonostante la protesta continui dal 21 settembre 2025, Zaia non è mai intervenuto, come non si sono esposti gli altri esponenti leghisti. Tuttavia, non si può dire lo stesso per Fratelli d’Italia e il Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. Inoltre, secondo Dagospia, il Ministro della Cultura Giuli, avrebbe contattato il sovrintendente Nicola Colabianchi per far affiancare Venezi da un direttore artistico che abbia l’approvazione dell’orchestra, ma ciò non ha ancora ricevuto una conferma.

Di fatto, il primo e ultimo tavolo d’incontro, che si è tenuto l’8 ottobre 2025, non ha portato a nulla se non a peggiorare la situazione. In particolare, lo stesso sovrintendente avrebbe dichiarato che una possibile motivazione per il rifiuto della nomina di Venezi potrebbe essere per sessismo o per le posizioni politiche del neo-direttore. Per questo motivo, l’orchestra ha affermato:

“La RSU del Gran Teatro La Fenice e le Organizzazioni Sindacali firmatarie del presente comunicato chiedono formalmente le dimissioni del Sovrintendente Nicola Colabianchi. Dopo settimane di tensione crescente, non possiamo più ignorare l’evidenza: la gestione del Sovrintendente ha rotto in modo irreparabile il rapporto di fiducia con le lavoratrici e i lavoratori del Teatro”.